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sabato 5 maggio 2012
Il sistema banche e le promesse mancate della politica distruggono il sogno del Kursaal
Il sistema banche e le promesse mancate delle istituzioni distruggono il sogno del Kursaal
Il Movimento di Liberazione per il Bene Comune chiede alla politica quali possibili spiegazioni convincenti possa dare in merito alla mancate risposte sul futuro dei contenitori culturali della città, come mostra la morte annunciata di un ennesimo pezzo del volto storico di Bari rappresentato da uno dei teatri più belli il Kursaal Santalucia un gioiello liberty del valore di 7 milioni di euro svenduto all’asta il 4 maggio 2012 per poco più di 2 milioni.Episodio questo esemplificativo, nella migliore delle ipotesi, di una incapacità gestionale, al di là dei comunicati ridondanti di promesse, della amministrazione e delle istituzioni rispetto alla questionedei teatri e in genere della cultura Negli anni molte sono state le dichiarazioni pubbliche di aiuto e sostegno, ad iniziare dal lontano 22 novembre 2004 quando negli indirizzi e linee programmatiche del2004 - 2009 proposte al Consiglio comunale dal sindaco Michele Emiliano “ si prevedeva la riapertura del teatro del Petruzzelli e del Kursaal e del Margherita “bisognerà aprire spazi a chi fa culturae arte , valorizzando il patrimonio culturale locale nella sua storicamolteplicità , valorizzando grandi complessi esistenti attraverso laregolare organizzazione in essi di iniziative culturali di primorilievo” . Anche un anno fa in occasione della rimozione della scala antincendio lo stesso sindaco proclamò “Piuttosto sarebbe opportuno chela Fondazione Petruzzelli, cioè la Regione Puglia, la Provincia diBari e il Comune di Bari, per conto del quale posso dare già la disponibilità, si impegnasse per acquistare la struttura e renderla un contenitore unico per la cultura della città”. Promesse che il Comune non ha mantenuto giustificato dal patto di stabilità ,ma la volontà a mantenere in vita l’impianto fu palesemente espressa dalla Regione Puglia che ne fece il contenitore de “La Case delle Musiche”nell’ambito del progetto Puglia Sounds e sembrava avesse aperto unospiraglio, che a quanto pare si è chiuso immediatamente lasciando adito, anche e in virtù di aste andate deserte, di svalutare il teatro e svendendolo all’unico concorrente il cui nome rivelato nei prossimi giorni
La sorte del Kursaal si lega inequivocabilmente alla morte di Antonio Buonpastore nel 2001 e all’eredità lasciata alle sorelle Cinzia e Antonella Buonpastore che si sobbarcarono anche i debiti maturati nel tempo, un miliardo e mezzo di vecchie lire cresciuti esponenzialmente a causa degli interessi bancari, per cui il teatro fu messo all’asta nel 2007 e ripartito in due lotti il primo venduto perun milione e 270 mila euro il secondo lotto , del valore di oltre 6milioni di euro, ora svenduto a una misteriosa società che non cimeraviglierà scoprire legata all’imprenditoria edilizia della città.
A demolire il teatro poi la grottesca vicenda della scala antincendio che aveva il torto di essere vicina ai balconi dello stabile nel quale abitava l'architetto Mirizzi all'epoca presidente dell'Ordine degliarchitetti della provincia di Bari. Dopo anni di battaglie giudiziarie l’architetto ha avuto la meglio e cosi lo scorso anno con grande dispiegamento di truppe antisommossa il primo febbraio 2011 la scala fu abbattuta col risultato che, pochi giorni dopo, il Kursaal rimase privo dell'agibilità e fu condannato alla chiusura.Ora non ci resta che attendere e sperare che il nuovo proprietario abbia la sensibilità di non cafonizzare questo magnifico edificiotrasformandolo in un supermercato di lusso o in un casinò d’avanguardia con annesso garage sotterraneo e porticciolo turistico antistante
domenica 15 aprile 2012
La città dolente (intervista a Giuseppe Marcato)
"L'intervista è stata pubblicata come doveroso atto di informazione.
Si declina ogni responsabilità dal contenuto delle
dichiarazioni rilasciate dal Sig. Marcato".
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Ubicazione:
Bari, Italia
venerdì 16 marzo 2012
artigli sulla città

E’tutta cosa loro , come nei più avvincenti romanzi ci sono tutti gli ingredienti per costruire una storia alla Leonardo Sciascia dal titolo Artigli sulla città,
Sullo sfondo la Dec ovvero la famiglia De Gennaro , imprenditori dalle mani uncinate di destra e di sinistra, favorita in un primo tempo da Donato Radogna commercialista, revisore dei conti dell’ASL di Bari e consigliere comunale eletto nel centrodestra con la Lista di SimeoneDi Cagno Abbrescia e finito nel centrosinistra prima con l’UDC di Russo Frattasi e poi con l’API di Rutelli e Pisicchio, con l’intermediazione di Michele Emiliano.Personaggi principali : la procura di Bari che accerta al momento due tipi di accordo della impresa edile, uno con gli uffici tecnici comunali per il parcheggio di Corso Cavour e l’altro trasversale alla destra come alla sinistra per l’”Occupazione” sempre dei suddetti uffici. C’è il messaggero (indagato ) Antonio Ricco che pare partecipasse agli incontri quale consulente , pare, in sostituzione del sindaco, ci sono i politici che dalla giunta comunale di Bari si estendono sinoalla regione, i quali accettano dei regali natalizi a base di pescepregiato, ovviamente, e champagne, inviati non solo al Sindaco, che hariconosciuto la sua leggerezza nell’accettare ma era poco lucido etroppo preso dai festeggiamenti natalizi, ma anche al presidente delConsiglio regionale Introna . Altro interprete la Finanza che annotaanche altre due circostanze strane: un'azienda di prefabbricati, laIanus, "il cui socio e presidente del consiglio era Michele Emiliano,cugino del sindaco", che effettua lavori in subappalto per1.789.025,01 euro per conto della Dec, ma il sindaco declina ognilegame perché il cugino lo vede raramente ai funerali, e poi ci sonole intercettazioni e il fratello del sindaco, Alessandro (che haun'azienda di celle frigoriferi) il quale parla con uno dei figli diDegennaro della possibilità di lavorare con loro nella realizzazionedi un maxi impianto sportivo. "Ci può offrire il know how - spiegaSimone Degennaro allo zio Vito - Hanno lavorato con i Ladisa (ndr,azienda di ristorazione barese) alla Farnesina". "Si vabbè ma devistare sempre attento, questi parlano. Poi ti dico (...) In ogni casolo sa che lo aiutiamo al fratello?". "Si, lo sa” In un’altraintercettazione si sente per esempio Vito raccontare dell'incontro disuo figlio con il fratello di Michele, Alessandro. In quell'incontro(avvenuto durante una festa) Alessandro, secondo quanto raccontaDegennaro jr al padre al telefono, avrebbe accennato alla possibilitàdella sua azienda di fornire il proprio "know how" per l'apertura di Villa Camilla. "Ha detto che ha lavorato ora con i Ladisa al Senato".Mentre la Finanza appunta anche come un cugino omonimo del sindaco siastato subappaltatore di un'opera al Direzionale del San Paolo L’inchiesta che si è abbattuta sul comune di Bari è partita dalle presunte truffe ai danni dello Stato e falso ideologico condotta dalla pm Isabella Ginefra e sul sequestro preventivo di circa 12 milioni dieuro eseguito nei confronti delle società “Futura Bari srl”,“Castellaneta Domus” srl (entrambe oggi “Tecnodelta costruzioni”spa.), “Immobiliare Brindisi Paradiso” srl, l’unica legata alla Dec,(oggi “Villaggio dei turchesi” srl) riconducibili, secondo la guardiadi finanza, al medesimo gruppo imprenditoriale barese, De Gennaro,impegnato nel settore turistico- alberghiero e industriale, sarebbe laprima tappa di una indagine che punta dritto al cuore degli affarilegati al mattone. Principale attività degli imprenditori baresi. Gliaccertamenti, partiti tra il 2007 e il 2008, coinvolgerebbero 19società, Nel filone che riguarda i De Gennaro, la magistraturasostiene che il finanziamento pubblico di 23 milioni di euro stanziatodal ministero dello Sviluppo economico sarebbe servito allarealizzazione di nuove strutture turistico-alberghiero, industriali eper la ristrutturazione di un centro medico-sportivo nelle province diBari, Taranto e Bat.
Ora c’è il finale tutti in scena a difendersi la destra accusa a spadatratta la sinistra che rimanda al mittente sottolineando che le opererelative ai tre parcheggi interrati di piazza Giulio Cesare, piazzaCesare Battisti e corso Cavour sono state aggiudicate nel 2003dall’Amministrazione Di Cagno Abbrescia”. L’attuale amministrazione èresponsabile solo del centro direzionale San Paolo (Lacarra assessoreLavori Pubblici) ennesima cattedrale nel deserto. Lomelo dei Verdi citiene a evidenziare come nonostante le nostre denunce e tutti iproblemi provocati alle strutture portanti del vecchio Ateneo, sonoandati avanti celermente. Infine Elio Sannicandro, delegaall’Urbanista, visto soprattutto il suo presunto coinvolgimento inprima persona emerso dalle intercettazioni telefoniche dichiara : “Lafinalità (della telefonata intercettata) era quella di avere pienacontezza delle opere che dovevano essere prese in carico dal Comune inmodo da poter interessare gli uffici competenti - la RipartizioneSolidarietà Sociale, la Ripartizione Mobilità Urbana e il SettoreGiardini - ad assicurarne la gestione. Cosa che poi è avvenuta con unatto di indirizzo della Giunta comunale (delibera n. 660/2010) al finedi salvaguardare il patrimonio pubblico e consentirne l’immediatafruibilità non appena presa in carico dal Comune. Ho espressamenterichiesto i disegni finali (as built) per essere certo che fosseropienamente rispondenti a quanto realizzato, consapevole dellapossibilità (e non della certezza) che vi fossero state dellemodifiche in corso d’opera (cosa che può accadere nel passaggio dalpiano urbanistico alla realizzazione effettiva)”.
E il sindaco ? si scusa, chiede scusa ai cittadini per essersi comportato come un ragazzino, per essere stato superficiale e disattento , per aver portato nella giunta Annabella De Gennaro e per aver accettato i regali e non aver capito che gli artigli a lungo andare fanno molto male
sabato 24 dicembre 2011
Buon Anno con L'ORO

Buon Anno, con la fine del vecchio mondo , da antiche profezie Maya, e, forse, con la nascita di una nuova era, con nuove elezioni, delle quali si sente con sempre più intensità l’odore: Intanto qui a Bari il parapiglia elettorale fa smuovere il sonnacchioso panorama politico locale, e lo scacchiere delle alleanze “strategiche” cambia volto, così il sindaco Emiliano circondato dalla famiglia costruisce una nuova lista autoreferenziale alleandosi con il consigliere regionale Attanasio PDL , scompaginando gli equilibri locali della sinistra SEL, PD, i quali si ricompattano attorno a ex compagni (!!!) liste civetta e associazioni “amiche “, con le quali si fa “finta” di litigare, per dimostrare l’assoluta democraticità del sistema (ma sono sempre l’oro), infatti nel momento del l’oro bisogno si ritrovano amici più di prima per dividersi pezzi di elettorato e pezzi di potere.
E’ lo stesso copione che i replicanti leader politici ci ripropongono periodicamente, personalizzazione della politica e acrobatici voli, facilitati dall’inconsistenza totale dei l’oro programmi, comunque ben architettati ma inattuati, per cui leggeri e lievi possono zompettare indisturbati da destra a sinistra, evocando la benedizione della Chiesa o illudendo le poche frammentate e confuse oramai teste pensanti che, il l’oro, è il luogo della rivoluzione colorata gioiosa e, soprattutto, cangiante sinonimo di progresso. PD/PDL/SEL la farsa delle false promesse e delle parole pronunciate alternando ai ritmi pacati di una accattivante affabulazione, un’arcigna veemenza che, con battute sprezzanti, tacita l’intervento di altri pur di rimanere al centro della scena. Si dicono politici, in realtà mestieranti del potere non altro , offendendo l’Idea della Politica declamata da Platone nella Repubblica o nelle Leggi di Aristotele che, al di la di ipocriti moralismi, la individuano come gestione del bene comune, i signori invece gestiscono molto efficientemente il l’oro bene privato a danno di quello comune, tradendo i cittadini che, si sa, scelgono su basi emotive e irrazionali, non si spiegherebbe il consenso e la credibilità anche di fronte ed evidenti contraddizioni, smentite e falsità subito dimenticate. Mi si dirà che è il gioco della politica, quella dei poteri che sanno più di noi e per noi vendono la loro anima, ma allora se è per il nostro bene come mai si continua distruggere il territorio a macchia di leopardo cementificando oltre il 75% del territorio agricolo barese, disapplicando le belle parole sul’urbanistica partecipata, rivelatasi della pratica come accumulo di delibere e varianti, mentre la partecipazione delle assemblee popolari o forum, dopo i primi inizi tumultuosi e carichi di aspettativa, ora si rivela stancamente deserta, come deserte sono le speranze degli abitanti del quartiere Libertà dove perdura una situazione di profondo disagio, o come il lungomare dopo Torre Quetta, il non luogo abitato da una umanità dolente e dimenticata; a spegnere gli entusiasmi la mancata valorizzazione , sempre promessa, della memoria storica e visiva di questa città , nessuna attenzione all’ambiente , pensiamo allo scempio operato nella zona delle lame, che manifesta la perfetta continuità tra le varie amministrazioni, la distruzione di strutture architettoniche e potremmo continuare all’infinito sino ad arrivare alla grottesca farsa della caserma Rossani del malinteso tra il Comune e La Regione.Puglia , della nuova alleanza e della chiassata disastrosa nel Consiglio Comunale
Dopo la condivisione del piano di riqualificazione dell’ex caserma la Regione si è resa indisponibile a stanziare quei 17 milioni fondi FESR da integrare con i 13 del Comune, facendo svanire la gestione dell’ex caserma interamente pubblica, i privati – affermava Sindaco qualche giorno fa – dovranno entrare e a qualcosa dovremo rinunciare".
Va precisato come memoria storica che il PS MTB, approvato dal Nucleo di Valutazione regionale e sottoposto favorevolmente alla VAS regionale, prevedeva, tra i progetti strategici più significativi proprio quello della caserma Rossani, come polo integrato di servizi, ponendosi ai primi posti nella graduatoria di finanziabilità dal Consiglio Metropolitano e dal partenariato pubblico-privato. Stiamo parlando di 270M€ per le aree vaste che ha consentito a Bari il finanziamento del teatro Piccinni e del il waterfront di san Girolamo.
Dopo varie contese si giunge finalmente ad un accordo , la Regione stanzierà 13 dei 17 milioni promessi, ma si sa chi si contenta gode, e i finanziamenti ai privati dovranno subire un ritocchino. La sensazione di pace e condivisione però non si è registrata nel consiglio comunale di Bari , dove tutti gli schieramenti hanno rivelato la loro “anima Ambientalista” pro Rossani ,dopo aver approvato lo stanziamento di 450.000 euro per l’erba sintetica del campetto comunale di Palese (!!!).
La bagarre è iniziata ad opera di Maria Maugeri (PD) che ha sottolineato come “una parte della maggioranza volesse marciare ed approfittare del tema della Rossani in vista della campagna elettorale”, reazione provocata dalla richiesta di Introna (SEL) , di revocare la delibera della Giunta sullo studio di fattibilità per la riqualificazione dell’ex immobile militare. Sono intervenuti tutti, compreso l’assessore Elio Sannicandro che per pacificare gli animi ha precisato come lo studio di fattibilità fosse superato a seguito del nuovo accordo con la Regione , ma Introna continuava imperterrito nella sua richiesta , tra interventi che appoggiavano urla e concitazione generale, sino a quandouando quando la destra si è intrufolata evidenziando la spaccatura della sinistra e chiedendo un a seduta monotematica,che la sinistra (tutta questa volta) non ha accettato perché la proposta veniva dalla opposizione. Insomma tutto rimandato al forse 20 dicembre 2011 mentre i nostri consiglieri ambientalisti si compatteranno contro la cementificazione e in difesa della Rossani , che certamente avrà un ampio parcheggio sotterraneo per i residenti(?) con pub e gallerie commerciali di richiamo turistico e centri di vario genere utili a consolidare il mondo dell’associazionismo e perché no dell’imprenditoria ,;
e gli asili nido , i centri Diurni per i malati di Alzheimer di cui si era favoleggiato , o sono progetti legati a quell’idea senza prezzo e improduttiva di politica sociale così lontana dagli interessi politico –economico-finanziari per cui tutto ha un prezzo?
Noi siamo tranquilli e certi che vincerà il progresso e la modernità e la lite di Natale sicuramente troverà sfocio in una pace duratura che accontenterà tutti…l’oro.
lunedì 28 giugno 2010
30 monete
In qualità di Presidente dell'Assicompres presente Venerdi 25 giugno 2010 alle 15,00 nella sala consiliare del comune di Bari dove si è tenuta un assemblea cittadina organizzata dal coordinamento associazioni commercianti baresi. Inoltre fuori del palazzo c'era un sit-in organizzato dal movimento Per il Bene Comune, contro l’apertura dell’ennesimo centro commerciale “Mare Blu” che sarebbe il colpo di grazia per il commercio barese: 7000 esercizi commerciali a rischio chiusura.
Tutti abbiamo constatato tristemente che il consigliere comunale dell’opposizione, Posca, e l’Assessore in carica al Commercio e Attività economiche, Albore (in sostituzione del sindaco non intervenuto all'ultimo momento) hanno giocato al rimpallo delle responsabilità. Per quanto questa diatriba sia di pertinenza della Regione questa ennesima “ licenza beffa” risale circa al 1995, e negli anni è stata tenuta in piedi con proroghe fatte passare nel più assoluto silenzio. Neanche una parola da associazioni di categorie nazionali o di politici, che... "dovrebbero" tutelare e salvaguardare il lavoro locale. Adesso che le ruspe sono gia al lavoro, si viene a conoscenza della notizia.
Così dopo due ore ci troviamo al solito con un pugno di mosche, e usciamo mestamente dall’incontro con la notizia che Il sindaco (fantasma) aveva già espresso che egli sosterrà le nostre sacrosante istanze contro l’apertura di questo altro mostro di cemento.
Noi dell’Assicompres abbiamo buona memoria però. Ricordiamo bene che il sindaco in carica, e il precedente Assessore al commercio si adoperarono per avere la dicitura di Bari come "città a economia prevalentemente turistica” espressione che di fatto ha consentito l’aumento dei metri quadri per le richieste delle autorizzazioni. Questo perché nessuno si deve sentire esente da colpe.
Ora ci auspichiamo una vera assemblea cittadina alla presenza del sindaco Emiliano e il presidente della Regione Vendola con i commercianti di Bari, e magari delle province limitrofe e non solo con le Associazioni di categoria nazionali, dalle quali i commercianti baresi non si sentono più rappresentati da anni, perché sanno bene che probabilmente accetteranno di svenderci per “30 monete”, quelle che l’ipermercato di turno darà come contropartita per l'apertura e che probabilmente verranno utilizzate dal comune per il restyling di via Sparano o qualche altra ridicola notte bianca.
Antonino Cimino
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martedì 22 giugno 2010
Bari Vecchia, futura fabbrica di cioccolata...
Il 16 giugno alle ore 20.00, in sala Odegitria a Bari Vecchia, si è tenuto l'incontro "Problemi e progetti per una città del futuro" con il sindaco Michele Emiliano, organizzato dal gruppo culturale della Cattedrale.
Le tematiche da affrontare riguardavano naturalmente la stessa città vecchia (lavoro, ztl, commercio, prospettive per i giovani ecc.) dato anche il luogo dell'evento e quindi il pubblico presente.
Com'è ovvio i barivecchiani non sono andati all'incontro per la bella "curiosità": che oramai ha lasciato il posto al senso d'ingiustizia, di rassegnazione (e talvolta di rabbia), dovuto al fatto di sentirsi declassati a pecore nere della città (in primis dalla classe dirigente e dal mondo culturale, e poi dopo, solo dopo, dagli altri baresi!). Essendo perlopiù gente umile, si dà il caso che non sappiano che farsene dei progetti faraonici, dei concetti astrusi e delle frasi retoriche fintocosmopolite sul futuro di Bari (nel Mediterraneo, porta d'Oriente e via farneticando...). Poche semplici richieste: lavoro, casa, posto auto (ai residenti). E riavvio dell'economia locale, ammazzata dall'invasione dei pub nelle due piazze centrali, veri e propri piccoli Billionaire per le legioni di ragazzini truzzi e consumisti che si ritrovano per la movida notturna (a proposito, i residenti rivogliono indietro anche il sonno).
Invece, e c'era d'aspettarselo, i barivecchiani hanno subito ancora insulti a raffica alla loro intelligenza. Per quel poco che è intervenuto, il personaggio Emiliano ha confermato di essere solo un miscuglio di pressapochismo e arroganza, ossia tuttò ciò che rimane di lui quando non è in campagna elettorale (per capirlo bastava appunto un evento pubblico assai più "dimesso" e meno pubblicizzato se confrontato con quel trionfo del populismo che sono state le comunali 2009).
Già degno di nota il ricordo autobiografico del sindaco (della sua felice giovinezza a Bologna per gli studi), da cui trae la personale conclusione che i baresi dovrebbero imparare tutto dai bolognesi, anzi diventare come loro (!), essendo rimasti tuttoggi i soliti meridionali un po' chiusi e levantini; nessuna sorpresa, è l'argomentazione che chiunque al sud sfodera dal taschino per far ricadere sui cittadini ed elettori la colpa di quelle che sono le proprie imperdonabili mancanze e responsabilità.
Una domanda dopo l'altra, Emiliano ha glissato imperterrito sui nodi e problemi chiave, con scusanti infallibili quali "non ci sono soldi" oppure "dovevano attuarlo i consiglieri", il che ormai è un suo leitmotiv con buona pace di tutti i suoi (comunque complici) delegati e sottoposti vari.
E per risollevare l'economia della città vecchia? Come punto di partenza, il primo cittadino indica la ristrutturazione delle case da parte degli abitanti, i quali però a suo dire forse mancano di coraggio nel farlo.... ciò che sfugge è che il coraggio non serve a niente, senza i soldi per poter ristrutturare! E tutti sanno che di soldi a Bari Vecchia, sempre al top della miseria economica e della devianza, non ne girano assai tra chi ci vive; ma Emiliano lo sa benissimo, e con lui quelli che per anni hanno amministrato prima di lui. Ci penseranno, come al solito, i facoltosi notabili della Bari bene, che in decenni si sono appropriati di mezza città vecchia, a "ristrutturare" laddove i residenti non potranno permetterselo (e continueranno ad andar via) .
Riqualificate le case si possono di conseguenza affittare camere ai turisti: il sindaco pensa in particolar modo a quelli delle crociere (che, dice con rammarico, "lasciano sempre il portafoglio sulla nave"). Anzi, meglio ancora: i residenti dovrebbero lasciar loro sempre aperte le proprie case, magari per offrire tutto l'anno "cioccolata calda e savoiardi" come si fa alla festa di San Nicola a dicembre (???).
Insomma, l'idea di una Bari Vecchia trasformata in un tristo incrocio tra il museo vivente e il luna park, a completa disposizione del "pubblico pagante". Come la morte a Venezia, oggi la follia a Bari: nessun tentativo di sostenere un modello di turismo accessibile e non consumistico, di far risorgere la scuola S.Nicola lasciata chiudere, di rilanciare i mestieri tradizionali, di incentivare soprattutto i posti di lavoro con cooperative di gente del luogo, per rubare braccia alla criminalità organizzata. Dimenticavamo, Emiliano ha ribadito, già che c'era, che quella a Bari è scomparsa del tutto. Come, del resto, i famigerati 30.000 posti di lavoro da lui promessi in campagna elettorale.
Andrea Russo
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lunedì 21 giugno 2010
Via il commercio dalla città

Che senso ha distruggere la piccola distribuzione particolare vocazione commerciale di Bari e migliaia di posti di lavoro? Tutto il territorio barese è ormai strapieno di outlet, ipermercati eppure durante le campagne elettorali ci avevano parlato di valorizzazione del territorio e di quello sviluppo sostenibile che, oggi, assomiglia più alla depredazione che altro. Per alcuni questo è progresso. Ma c’è chi pensa, malignamente, ad una gigantesca speculazione edilizia. e al valore centuplicato dei terreni, in quest’ultimo caso stiamo parlando solo dell’area di di Santa Caterina, dove tra l’altro troneggia un altro mega insediamento La Mongolfiera. Altri tentano di giustificare questo nuovo insediamento come funzionale alla creazione di nuovi posti di lavoro, sempre i soliti maligni pensano che in realtà siano finalizzati al clientelismo politico; e poi c’è qualcosa che non va proprio sui numeri, se i posti previsti sono 400, ovviamente tutti giovani, gli esercizi commerciali di Bari sono 7000 circa (c’è un saldo negativo di oltre 400 negozi chiusi nell’ultimo biennio), calcolando anche i dipendenti e la filiera connessa e ammettendo, in una prospettiva rosea, che altri 400 negozi chiuderanno comunque già siamo andati ben oltre i 400 posti di lavoro garantiti, senza considerare poi il lato umano di coloro che per 30 anni hanno lavorato, e che non avranno alcuna possibilità di essere assorbiti, andando ad incrementare la disoccupazione. Ci dicono che questa è la logica della libera concorrenza, a me sembra che di libero non ci sia niente se non che qui stiamo assistendo ad una competizione senza quartiere, ad un Far West spregiudicato e senza regole, e alla fine solo pochi sopravvivranno. Non si vede infatti come una popolazione economicamente depressa, per via anche della crisi, possa rispondere ai bisogni di una presenza commerciale così massiccia e sproporzionata, che si abbatte come una tsunami su i lavoratori e i piccoli commercianti fuori e dentro i centri commerciali, che rimarranno, inevitabilmente, sul terreno. E allora perchè il Comune di Bari, vicino come dice al mondo del lavoro, non interviene e nega la licenza per la costruzione del nuovo centro commerciale Bari Blu?
La risposta già la conosciamo: le licenze sono stata date e il comune di Bari, cioè noi, rischia di pagare 3 milioni di euro di mora alla società, ma a quanto dice l’ex assessore Ventrella, le cose non stanno proprio cosi. Ci sarebbero. infatti, margini per bloccare la nascita Mare blu, essendo ormai scaduti i termini per l’avvio del’attività , nonostante le due proroghe (2006- 2008). Senza contare poi il mancato parere delle associazioni di categoria e della Ripartizione al Commercio in merito alla necessità di aprire un altro centro commerciale dopo che negli ultimissimi anni l’offerta è aumentata significativamente per l’apertura di numerosi ipermercati. Sempre per l’ex assessore non solo il comune può intervenire ma anche la Regione ha le sue armi per contrastare l’avvio ai lavori, in quanto la licenza alla I.G.C., poi ceduta ala società Mare blu, è stata concessa quando non c’erano ancora i regolamenti attuativi che determinano i criteri per le concessioni; attualmente le condizioni si sono completamente modificate, come fa notare Ventrella, per via della proliferazione di Ipermercati sul territorio, che non sempre riescono a reggere la concorrenza Il sindaco, dal suo, ha affermato di essere apertamente contrario a questa nuovo insediamento. Vedremo, in tanto le ruspe continuano a scavare e noi speriamo che almeno non vengano eliminati i vecchi posti di lavoro dal momento che dei nuovi 30.000 non c’è nemmeno l’ombra.
Adele Dentice
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domenica 6 giugno 2010
Squali nel Mare Blu

La nascita dell’ennesimo "mostro" nella zona di santa Caterina: Mare Blu, l’ipermercato più grande della Puglia. Si dice che sarà occasione di lavoro, bene! Sembrerebbe, ma le mezze verità sono peggio delle bugie.
La iper-struttura, ovviamente, assorbirà tutte le varie attività precedentemente dislocate sul territorio, porterà al definitivo crollo di molti piccoli esercizi commerciali, alla chiusura della media struttura commerciale così quel che resta del piccolo commercio delle piccole imprese che una volta animavano Bari e la caratterizzavano come città mercantile, si dissolveranno nella logica del più grande che fagocita il piccolo, dietro una mega speculazione nascosta dall’ipocrisia del lavoro. In realtà non farà che concentrare la distribuzione e la cultura del consumo massificato, assorbirà, flessibilizzandola, la manodopera che era precedentemente occupata in altre strutture, senza nessun reale apporto all’occupazione. Il tutto come qualsiasi altra struttura padronale che si rispetti! Chi ne beneficerà senz’altro le imprese che costruiranno la struttura e le strade di acceso e i ponti e la società proprietaria, non certo dipendenti, quelli che nella pratica quotidiana offriranno la prestazione lavorativa come un fatto individuale tra l’impresa e il lavoratore, con contratti ricchi di clausole ricattatorie, e non andrà meglio neanche ai commercianti baresi, che nulla potranno contro il “parere strettamente tecnico“ rilasciato dall’assessore Sannicandro e una delibera del 1995 che l’amministrazione Emiliano “non può bloccare”; stesse ragioni per cui non si è potuto fermare lo scempio di piazza Cesare Battisti e non si potrà bloccare il garage sotterraneo di corso Cavour ennesima devastazione urbanistica di Bari. Un’applicazione selvaggia che seppellirà Bari sotto un mare di auto e cemento, altro che Mare Blu!
Bari, Città Futura, si prepara a diventare una città senza centro storico, inteso come un punto di riferimento condiviso, poichè troppo lontano ed estraneo dai luoghi di residenza. I legami che conteranno saranno quelli dei luoghi tipici della modernità: l’ipermercato, l’area di sosta autostradale, l’autosalone, la discoteca, il centro sportivo, il cinema multisala, l’aereoporto… luoghi sparsi che richiedono l’uso dell’automobile. Di vitale nel centro storico resterà la movida notturna chiassosa sporca e di giorno magari ci saranno uffici, banche, e garage sotterranei che accoglieranno le auto dei dirigenti, impiegati e politici, forse qualche negozio che porta i soldi altrove.
Probabilmente si sarebbe potuto pensare a una città diversa, magari valorizzando una categoria debole e frammentata in piena crisi di settore come la piccola impresa e il piccolo commercio, rivitalizzandolo anche a beneficio della tradizione barese, favorendo un maggior equilibrio tra piccola e grande distribuzione, snellendo tutte le pratiche burocratiche e incoraggiando l’iniziativa del territorio. Forse Bari non avrebbe avuto il più grande ipermercato della Puglia, forse si sarebbe potuto evitare di cedere un altro pezzo di economia e territorio a una finanziaria lussemburghese. Forse, si sarebbe potuto.
Adele Dentice
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mercoledì 17 marzo 2010
Ztl a Bari Vecchia: così non va
Nel giugno 2008 a Bari Vecchia è entrata in vigore la Zona a Traffico Limitato (Ztl), in fase sperimentale. Nel senso che, l'assessore De Caro aveva rassicurato residenti e commercianti che a distanza di sei mesi, sarebbe stata indetta un'assemblea popolare sulla questione, con l'obiettivo di modificare il provvedimento in base alle reali esigenze della popolazione.
Ad oggi, è rimasto quel condizionale; non c'è stata alcuna assemblea e i problemi chiaramente sono diventati sempre più numerosi e di varia natura.
I commercianti, per esempio, si lamentano di un calo delle vendite generale. Ne è conferma la chiusura molti esercizi commerciali nella sola piazza Odegitria, comunemente chiamata piazza Cattedrale si sono chiuse una profumeria, un'edicola e un negozio di abbigliamento. A parere dell'assessore, il declino delle attività commerciali non è stato determinato dalla Ztl ma è direttamente collegato alla “crisi economica” che sta investendo la nazione; lo testimonierebbe il giro di consultazioni tra i negozi della città vecchia, da lui realizzato in una mattinata di circa un anno fa, che ha rilevato, a suo dire, pochi problemi, smentendo decisamente la tesi che il crollo delle attività commerciali di Bari vecchia fosse originato dalla chiusura al traffico del centro storico, senza essere supportato da un adeguato piano a tutela delle esigenze degli esercenti e degli abitanti; per esempio spingendo il flusso del turismo anche nelle aree non toccate dai visitatori.
Beh, se l'assessore il suo giro lo ha fatto tra i pochi negozi storici e fiorenti del quartiere, è normale che non si registrino problemi; e forse l'assessore non è nemmeno a conoscenza che lo scarico e carico delle merci è diventato ormai un incubo continuo. Non meno bene va ai residenti soprattutto a chi (specialmente anziani) non ha la patente di guida, e per le loro commissioni devono rivolgersi ai parenti stretti, come per esempio un figlio che abita in un altro quartiere e che, tra l’altro, è impossibilitato a far visita frequentemente ai propri genitori nel centro storico. Anche il pranzo domenicale che vede riunita la famiglia, valore indiscusso nella nostra tradizione, sta crollando mese dopo mese...perchè?
Semplicemente perché non si ha il pass e si rischia un mare di multe...multe che hanno gonfiato di gran lunga le casse del comune!!! E gli anziani che hanno bisogno di assistenza e di cure mediche? Pass speciali? Macchè! Queste restrizioni sono diventate solo una trafila burocratica e ore di attesa agli uffici pubblici per risolversi poi in una grande bolla di sapone, oltre a favorire una forma di business speciale che vede arricchirsi notai e assicurazioni: il passaggio di proprietà dell'auto! L'unica soluzione che il comune dispone per assegnare il pass.
Da alcuni giorni poi stanno installando le telecamere che monitoreranno i passaggi di tutte le auto per verificare che tutte siano dotate del tagliando e che non ci siano violazioni di alcun tipo, come i divieti di sosta e di circolazione per gli stessi residenti. Si favorirà così la collocazione dei vigili in altro impiego che da piantoni diventeranno ancora una volta soltanto esecutori di multe anziché garanti di sicurezza pubblica.
Bene anzi male, la lista potrebbe ancora continuare per non so quante pagine. E' importante dire però e in questo mi collego alle mie prime parole che l'installazione in corso delle telecamere è un modo per dirci che la Ztl è oramai definitiva, disattendendo le promesse fatte agli abitanti e apporre quelle modifiche promesse. Certo, se voglio guardare un po' di positività, ritengo che si può circolare meglio senza il rischio di essere investiti...la stessa piazza è (quasi) sgombra di macchine, ma è vuota di persone, di sorrisi, di vita.
Angelo Cassano
Ad oggi, è rimasto quel condizionale; non c'è stata alcuna assemblea e i problemi chiaramente sono diventati sempre più numerosi e di varia natura.
I commercianti, per esempio, si lamentano di un calo delle vendite generale. Ne è conferma la chiusura molti esercizi commerciali nella sola piazza Odegitria, comunemente chiamata piazza Cattedrale si sono chiuse una profumeria, un'edicola e un negozio di abbigliamento. A parere dell'assessore, il declino delle attività commerciali non è stato determinato dalla Ztl ma è direttamente collegato alla “crisi economica” che sta investendo la nazione; lo testimonierebbe il giro di consultazioni tra i negozi della città vecchia, da lui realizzato in una mattinata di circa un anno fa, che ha rilevato, a suo dire, pochi problemi, smentendo decisamente la tesi che il crollo delle attività commerciali di Bari vecchia fosse originato dalla chiusura al traffico del centro storico, senza essere supportato da un adeguato piano a tutela delle esigenze degli esercenti e degli abitanti; per esempio spingendo il flusso del turismo anche nelle aree non toccate dai visitatori.
Beh, se l'assessore il suo giro lo ha fatto tra i pochi negozi storici e fiorenti del quartiere, è normale che non si registrino problemi; e forse l'assessore non è nemmeno a conoscenza che lo scarico e carico delle merci è diventato ormai un incubo continuo. Non meno bene va ai residenti soprattutto a chi (specialmente anziani) non ha la patente di guida, e per le loro commissioni devono rivolgersi ai parenti stretti, come per esempio un figlio che abita in un altro quartiere e che, tra l’altro, è impossibilitato a far visita frequentemente ai propri genitori nel centro storico. Anche il pranzo domenicale che vede riunita la famiglia, valore indiscusso nella nostra tradizione, sta crollando mese dopo mese...perchè?
Semplicemente perché non si ha il pass e si rischia un mare di multe...multe che hanno gonfiato di gran lunga le casse del comune!!! E gli anziani che hanno bisogno di assistenza e di cure mediche? Pass speciali? Macchè! Queste restrizioni sono diventate solo una trafila burocratica e ore di attesa agli uffici pubblici per risolversi poi in una grande bolla di sapone, oltre a favorire una forma di business speciale che vede arricchirsi notai e assicurazioni: il passaggio di proprietà dell'auto! L'unica soluzione che il comune dispone per assegnare il pass.
Da alcuni giorni poi stanno installando le telecamere che monitoreranno i passaggi di tutte le auto per verificare che tutte siano dotate del tagliando e che non ci siano violazioni di alcun tipo, come i divieti di sosta e di circolazione per gli stessi residenti. Si favorirà così la collocazione dei vigili in altro impiego che da piantoni diventeranno ancora una volta soltanto esecutori di multe anziché garanti di sicurezza pubblica.
Bene anzi male, la lista potrebbe ancora continuare per non so quante pagine. E' importante dire però e in questo mi collego alle mie prime parole che l'installazione in corso delle telecamere è un modo per dirci che la Ztl è oramai definitiva, disattendendo le promesse fatte agli abitanti e apporre quelle modifiche promesse. Certo, se voglio guardare un po' di positività, ritengo che si può circolare meglio senza il rischio di essere investiti...la stessa piazza è (quasi) sgombra di macchine, ma è vuota di persone, di sorrisi, di vita.
Angelo Cassano
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lunedì 22 febbraio 2010
"C'erano una volta gli abitanti di Bari vecchia..."
Le parole “riqualificazione” e "recupero", ripetute dalla nostra variopinta classe politica solo nelle occasioni ufficiali, sono paraventi ideologici che nascondono il progetto antico dell’espulsione degli abitanti di Bari vecchia dal loro territorio, relegandoli nei non luoghi delle periferie urbane, nate dalla speculazione edilizia e dalla politica del mattone!
Dal ’71 all’81 la popolazione è diminuita di circa 4000 persone con un dato di anzianità del 4% in più rispetto a quello comunale; ma l'esodo non si è mai fermato! anzi, in particolare dopo l’avvio del Piano Urban il fenomeno si è accentuato , avvantaggiando chi si è insediato negli spazi resi vuoti dall'emigrazione ghettizzando ulteriormente i nativi, sempre di più spinti nelle parti più interne e degradate del quartiere.
Così la bella favola del progetto di riqualificazione del quartiere, che aveva diffuso tante speranze occupazionali tra gli abitanti ha, invece, rafforzato l’assedio al territorio peggiorandone allo stesso tempo le condizioni economiche, poiché sono state favorite solo attività commerciali slegate dalla tradizione del luogo (pub, uffici, ecc.) e i luoghi della tradizione sono stati sostituiti da contenitori “culturali” di aria fritta destinati allo sguardo distratto degli avventori domenicali e agli sfregi dei ragazzi della movida.
Ultimo atto è l’impoverimento culturale della gente di Bari Vecchia, privata per prima cosa del diritto alla formazione svilendo il ruolo della scuola pubblica anche nella sua funzione di custode di secoli di storia e tradizione. In tal modo si è negata anche ai giovani l’opportunità di crearsi un progetto di vita rimanendo nel territorio d’origine valorizzandone tutto il patrimonio culturale. In tanti oggi si mostrano scandalizzati per la chiusura della scuola media San Nicola. Troppo grande, troppo bella per quei ragazzi "vastasi", meglio destinare quell'edificio a qualcosa di più rappresentativo…; anche le grida dei ragazzi erano di fastidio lì nel cuore del turismo barese; ora, invece, il silenzio accoglierà le frotte di turisti venuti per visitare la Basilica e il quartiere, o meglio solo una sua parte, quella messa a nuovo, ripulita anche dei suoi abitanti.
Adele Dentice
Dal ’71 all’81 la popolazione è diminuita di circa 4000 persone con un dato di anzianità del 4% in più rispetto a quello comunale; ma l'esodo non si è mai fermato! anzi, in particolare dopo l’avvio del Piano Urban il fenomeno si è accentuato , avvantaggiando chi si è insediato negli spazi resi vuoti dall'emigrazione ghettizzando ulteriormente i nativi, sempre di più spinti nelle parti più interne e degradate del quartiere.
Così la bella favola del progetto di riqualificazione del quartiere, che aveva diffuso tante speranze occupazionali tra gli abitanti ha, invece, rafforzato l’assedio al territorio peggiorandone allo stesso tempo le condizioni economiche, poiché sono state favorite solo attività commerciali slegate dalla tradizione del luogo (pub, uffici, ecc.) e i luoghi della tradizione sono stati sostituiti da contenitori “culturali” di aria fritta destinati allo sguardo distratto degli avventori domenicali e agli sfregi dei ragazzi della movida.
Ultimo atto è l’impoverimento culturale della gente di Bari Vecchia, privata per prima cosa del diritto alla formazione svilendo il ruolo della scuola pubblica anche nella sua funzione di custode di secoli di storia e tradizione. In tal modo si è negata anche ai giovani l’opportunità di crearsi un progetto di vita rimanendo nel territorio d’origine valorizzandone tutto il patrimonio culturale. In tanti oggi si mostrano scandalizzati per la chiusura della scuola media San Nicola. Troppo grande, troppo bella per quei ragazzi "vastasi", meglio destinare quell'edificio a qualcosa di più rappresentativo…; anche le grida dei ragazzi erano di fastidio lì nel cuore del turismo barese; ora, invece, il silenzio accoglierà le frotte di turisti venuti per visitare la Basilica e il quartiere, o meglio solo una sua parte, quella messa a nuovo, ripulita anche dei suoi abitanti.
Adele Dentice
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Il sogno di una città metropolitana
Una splendida spiaggia, nel regno dell'eternit, del sole e del diving. Tuffatevi tra i fondali di liquami indimenticabili del Mar Adriatico. In un’oasi di benessere vivrete una vacanza da sogno. Tutto questo presto realtà. A maggio la Nuova Torre Quetta la spiaggia dei baresi verrà aperta, a due passi dal centro storico, (sempre più storico e meno centro), si raggiunge in pochi minuti la Spiaggia , di 30 metri (quasi 9 ettari) verranno sistemati nuovi pontili in legno. Potrete fare un tuffo in tutta “sicurezza”, infatti verrà isolato il fondo marino per evitare la dispersione di eventuali residui di fibre in amianto.Ripristinata la pavimentazione e creata una corsia per canoe e surf. I corsi di rafting verranno effettuati solo in occasione delle aperture delle valvole di sfogo fognario. Si è verificato le molte opere recuperabili: dalle panchine alle piante, dalle giostre all’illuminazione. Ma dal momento che la spiaggia sarà parecchio più estesa, c’è da progettare tutta la nuova area.
La consigliera delegata all’Ambiente (che svolge funzioni di assessore) Maria Maugeri, ha già illustrato ai dirigenti le sue proposte: «Pensiamo a nuove piante, nuovi arredi, illuminazione a risparmio energetico, cioè alimentata con il fotovoltaico».
Così succederà che a fine di una giornata estiva i baresi del centro storico che torneranno a casa con la pelle al sapore di “sale”, speriamo solo sale! Dovranno fare i conti con il tronco fognario che in alcune zone di Bari Vecchia non è mai arrivato, e augurandosi che quella poca acqua che nei mesi di calura sia arrivata in maniera sufficiente per riempire i recipienti sul tetto,cosi potranno forse farsi una doccia depurativa.
Per una giornata di svago al mare si può sorvolare su questi piccoli particolari, come i bisogni principali dei quartieri periferici, siamo abituati a opere faraoniche di questa amministrazione, la metropolitana per esempio, che parte dal quartiere San Paolo, un vero vanto, in pochi minuti si è in centro, con corse ogni 59 minuti, vero vanto! Praticamente i tempi di attesa tra una corsa e l’altra sono superiore a qualsiasi tradotta che da Calcutta va a Bhopal. E la chiamiamo metro però!!
Intanto proseguono i lavori di allungamento della battigia. Una prima fase di intervento su Torre Quetta era iniziata nel 2006 per concludersi nel 2008. Costati quattro milioni di euro, i lavori si erano concentrati sulla rimozione di circa mille tonnellate di rifiuti contenenti amianto, abbandonate nel corso degli anni da diverse imprese.
Poi mettere in sicurezza permanente la spiaggia inquinata dai residui di amianto, costerà “solo” in tutto sei milioni di euro. Per questo Verrà isolato il fondo marino per evitare la dispersione di eventuali residui di fibre in amianto. Dell’opera si occupa l’associazione temporanea di imprese costituita dalla Lucatelli, dalla Valerio General Costruzioni e da Camassambiente. Imprese che, nelle loro competenze, hanno anche quella delle realizzazione di opere edili e di verde pubblico.
La General Costruzioni non ricorda nulla? È la stessa azienda che butto giù Punta Perotti.
Dalle macerie dell’eco mostro si tirano fuori ancora soldi comunali eravamo tutti contenti per aver visto crollare un obbrobrio architettonico, senza sapere di appoggiare la futura costruzione di monumenti allo scempio e allo sperpero della moneta pubblica.
Ora tocca ai dirigenti tradurre queste idee in pratica e soprattutto quantificare la spesa. «C’è un risparmio rispetto alle somme previste per la fase di bonifica - continua la consigliera - e, nonostante il maltempo, la scansione temporale dei lavori è stata rispettata. Questo significa che negli ultimi due mesi, più o meno da marzo, lo sforzo degli operai potrà essere concentrato sull’intervento di restyling».
E così anche noi all’ombra di una bella palma osserveremo il nostro piccolo Dubai Reresort che gareggerà e toglierà il primato al nostro vanto iniziale Pane e Pomodoro la Palm Bitch, pardon volevo dire Beach, pugliese, Anche Bari si sentirà una città Metropolitana importante.
In futuro potrà far sfoggio delle sue belle spiagge e poco più in la le bidonville.
Antonino Cimino
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