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mercoledì 13 giugno 2012

Green economy, green golf-club: la beffa verde continua

La Puglia è la regione del sud Italia con il maggior numero di campi da golf ma sembra non ne abbia abbastanza. Infatti si sta concertando una legge bipartisan  firmata da quattro consiglieri del Pdl (Marmo, Friolo, Palese e Iurlaro), dell'Udc (Negro), della Puglia prima di tutto (Caroppo) ma anche del Pd (Donato Pentasuglia) e dell'Idv (Orazio Schiavone), che semplifichi la realizzazione di ulteriori impianti prevedendo strumenti di semplificazione procedurale e amministrativa  ed elabori disposizioni speciali in materia di edificabilità, anche in aree protette o lì dove ci sono casali abbandonati, tradotto si potrà costruire più facilmente e ovunque in barba ai provvedimenti di tutela ambientale e storica.
La giustificazione di questa legge trova riscontro nell’esigenza di  espandere l’offerta turistica oltre la tradizionale stagione estiva aprendola al turismo internazionale, operazione a quanto pare  ampiamente  condivisa  da tutte le aree politiche della nostra regione ,  che ci riporta nelle sue modalità indietro al  2008 alla legge n. 31 , dichiarata poi incostituzionale negli artt. 1 e 7, comma 1, che promuoveva  l’istallazione indiscriminata di mega parchi fotovoltaici , ne sanno qualcosa i salentini , con un a semplice DIA, tutto per espandere l’energia verde, come ora si vuole espandere il golf – verde, salvo poi fare un passo indietro una volta che ci si accorge(sempre troppo tardi) della devastazione  involontaria e rivestirsi di verde, dopo breve contrizione.
Onde frenare il possibile malcontento degli ecologisti, a febbraio è stato firmato un protocollo con le “principali”  associazioni ambientaliste (legaambiete , Wwf, FAI Mare Vivo) con le quali si sono aperti tavoli di trattative per identificare un’azione comune in favore degli eco-golf. Primo punto   il risparmio di acqua , è notorio il grande fabbisogno di acqua necessaria per garantire la vita del prato verde e l’assetata Puglia comunque deve cederne una quantità che, sia pur ridotta,  non può essere inferiore a 2.000 metri cubi di acqua al giorno (vedi studio della Regione Puglia su Golf e Ambiente, pag.7-8, secondo il quale “È interessante rilevare che la quantità d’acqua che mediamente serve per irrigare un campo da golf in una giornata estiva rappresenta l’equivalente del fabbisogno di un paese di 8.000 abitanti, nonché l’equivalente per la produzione di due tonnellate di grano”.) ,  confliggendo con le attività economiche preesistenti (agricoltura e allevamento in particolare). Dunque un lusso che contraddice l’assicurazione dell’uso agricolo dopo quelllo umano come sancisce art.28 Legge nazionale n.36 del 5 gennaio 1994 , oltre a  contribuire inesorabilmente al processo di desertificazione, già in atto nelle nostre zone.
Infatti, l’abbattimento del manto vegetazionale esistente, l’eccessivo trattamento chimico del terreno di un campo da golf possono essere all’origine del processo di desertificazione”.( Conferenza delle Nazioni Unite svoltasi a Rio De Janeiro nel 1992) per questo gli ambientalisti convocati chiedono “contenimento ”, non l’ eliminazione, dell’uso di fitofarmaci,.Ma c’è un altro e ancora più insidioso rischio ambientale soprattutto per noi pugliesi,  quando non viene utilizzata l’acqua di acquedotti o dighe, si utilizzano pozzi   trascurando il fatto  che le trivellazioni per pozzi sono causa diretta del fenomeno di salinizzazione nella falda nelle zone costiere. Un esempio, in Puglia,è il campo che sorge vicino al Parco Naturale delle Cesine (Acaya Golf Club) dove l’abbassamento della falda di acqua dolce è all’origine della salinizzazione delle acque del Parco”(Regione Puglia, Golf e Ambiente).
Oltre la sottrazione di terreno agricolo e forestale, distruzione del paesaggio naturale, bonifica di aree umide per creare campi da gioco, laghi artificiali, ecc va sottolineato che questi golf club non hanno una  redditività immediata, svolgendo una sommaria indagine sulla produttività dei golf club,  ci si accorge che questi impianti si sono rivelati un fallimento Se infatti l’investimento necessario per la realizzazione di un nuovo campo da golf (18 buche) si aggira mediamente intorno ai 5 milioni di euro e la gestione può  essere stimata in almeno 300.000 € l’anno, il lungo tempo di recupero del capitale costituisce un alto rischio per l’investimento, che in tempi di crisi come quella che stiamo attraversando è quanto meno inopportuno, ma l’arcano si svela se si legano i percorsi golfistici ad  operazioni immobiliari, spesso legate a successive speculazioni edilizie, che le associazioni ambientaliste su citate si augurano a ridosso dei centri abitati onde limitare l’espansione edilizia. A Toritto (Bari) per esempio fu presentato nel 2003 da un gruppo di imprenditori un progetto mediante lo strumento degli accordi di programma, che,  assieme al golf, prevedeva250 ville, torre panoramica, albergo da 300 posto, sala conferenze da 600 posto, ristorante, piscine, beauty farm, campi da calcio , tennis, ecc Il tutto nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Sito d’Interesse Comunitario e Zona di protezione speciale.
Insomma ancora un’altra autostrada per l’industria del mattone.

domenica 10 giugno 2012

CI VORREBBE UN FATTO NUOVO

Se i sindacati coincidono storicamente con i progressi della condizione operaia, che scopriva e trasmetteva la consapevolezza che la forza lavoro è un elemento imprescindibile per la produzione di beni, secondo un’equazione tra ricchezza e prodotti “umanamente” gestibile e controllabile; oggi, dopo una fase di esuberanza produttiva , e in ragione di una ricchezza svincolata da ogni fattore tangibile, poiché regolata dai flussi  finanziari, il dipendente ,  non  più inteso come risorsa ma come “costo” improduttivo,  viene abbandonato dagli stessi sindacati che hanno sostituito  la loro funzione di contropotere con quella normante e legislativa asservita ai poteri forti,  ne danno prova i famigerati accordi utilizzati  come veri e propri strumenti di assoggettamento a servizio delle elite dominanti.

La sospensione e l’isolamento a cui sono appesi i lavoratori impediscono  che la gente dia  corpo o creda a un soggetto politico che non sia schiacciato dall’ideologismo o dalla devastante pratica del neocapitalismo; gli stessi movimenti,che stanno colorando il nostro  panorama politico in cerca di un facile consenso, non  sono in grado di prospettare una strategia in grado di arginare il mutamento del sistema produttivo con tutti i suoi nefasti effetti; i partiti sopravvivono  grazie all’assimilazione   di istanze e idee dal volto“nuovo” saccheggiandole  a movimenti spontanei, mentre questi ultimi convergono verso prospettive, ormai   superate dall’esperienza, che continuano a caratterizzare i partiti tradizionali; in buona sostanza nonostante il  cambio di immagine  alla fine gli orizzonti, in particolare quelli economici, rimangono invariati. E’ l’effetto della mondialità che ha assottigliato la forza lavoro rendendo irreversibile la disoccupazione e la precarietà , disegnando una società diseguale che priva il singolo  di qualsiasi forma di reddito come  diritto alla vita In questa fase pre-elettorale molto si parla del reddito minimo di cittadinanza, un diritto incondizionato e inalienabile  che rappresenta il primo punto di partenza per uscire dalla miseria a cui gli schieramenti destra-sinistra, ormai privi di alcun senso storico,ci hanno condotto,un diritto che consentirebbe tra l’altro anche una redistribuzione della ricchezza più equa, ma si può incorrere nella trappola  della pura demagogia se non  si riesce a separare il ceto politico dal potere economico, che lo orienta.

Ci vuole un fatto nuovo, o forse vecchio, come voler ricostruire una piattaforma politica almeno coerente, che dia per certo la sovranità popolare monetaria, che sia protezionista, per la tassazione progressiva e riduca la spesa improduttiva aumentando  quella  per la ricerca, sviluppo, educazione, per il sostegno ai settori strategici nazionali
Un fatto nuovo che  implichi una coscienza e una volontà collettiva,unica precondizione “scientifica” irrinunciabile del cambiamento stesso, una operazione difficile poichè moltissima gente non crede ci sia via di scampo per via del terrorismo dei   mass media che inducono a far accettare la macelleria sociale come unica possibile via di salvezza.

sabato 14 aprile 2012

La vera rivoluzione la fanno L’oro


Il governo Monti ha “rivoluzionato” la dicotomia Destra-Sinistra ,
lo”scopriamo”avventurandoci nel gioco delle “sante alleanze” che
affiancano l’IdV e il PD mentre la Sel di Vendola comunque si
sente vicina al PD, e Diliberto e Ferrero fingono di distanziarsi ma
sanno che i loro voti andranno al PD per impedire ai fascisti,
razzisti, populisti, di prendere il “potere”, magari mascherandosi
sotto sedicenti liste civiche rubacchiando qua e la nomi e programmi
di movimenti realmente antisistema ; intanto tutti,
destra-sinistra-centro, inneggiano al buon Monti e alla sua politica
Distruggi Italia, un minestrone da commedia all’italiana che
rappresenta l’ ampia prova di come tutto funzioni verso un unico
obiettivo, a volte detto , oppure accennato, o sottinteso, la
riforma totale in senso liberista, una “riforma”che, impostata per via
statalistica, conferisce la sicurezza di “avere ragione” ; così , lì
dove non erano riusciti la DC e Berlusconi, arriva salutato
entusiasticamente come l’avvento di una taumaturgia liberista il
governo Monti – Draghi e la sua monolitica dittatura
dell’economia,entità impersonale che, va detto, è stata ben
sostenuta e preparata da un humus favorevole, composto non solamente
dai partiti e dai loro partner ma anche dalle periferie dell’impero ,
ottime divulgatrici del pensiero unico dell’intrallazzo e della unità
di azione , nascosta dal finto tifo sportivo degli intellettuali,
sacerdoti –custodi del neocapitalismo, appannata eredità storica della
vecchia contrapposizione Dc - PCI.
Oggi è più che mai fuori luogo parlare di destra-sinistra perché
questa dicotomia presupponeva la sovranità monetaria dello stato
nazionale, che, andata persa, si è trascinata con sé la sovranità
popolare, sostituendo all’utopia di uno stato democratico, una reale
autocrazia.
Un processo rivoluzionario avvenuto nella totale inconsapevolezza dei
cittadini che ancora rimangono legati per forza inerziale alla
simulazione Destra/Sinistra, alla cultura dell’antifascismo e
dell’anticomunismo in totale assenza dell’uno e dell’altro. Uno
scenario apparentemente variegato e spezzettato che può sottomettersi
alla disciplina razionale di Monti o divenire facile preda del
dissenso corporativista e populista che non crede nei partiti e
utilizza la rabbia , per indirizzare la gente comune contro la
spregevole sotto-casta intercambiabile della catena di politici di
turno, i cui privilegi sono , a conti fatti, il minore dei mali.

sabato 24 dicembre 2011

Buon Anno con L'ORO


Buon Anno, con la fine del vecchio mondo , da antiche profezie Maya, e, forse, con la nascita di una nuova era, con nuove elezioni, delle quali si sente con sempre più intensità l’odore: Intanto qui a Bari il parapiglia elettorale fa smuovere il sonnacchioso panorama politico locale, e lo scacchiere delle alleanze “strategiche” cambia volto, così il sindaco Emiliano circondato dalla famiglia costruisce una nuova lista autoreferenziale alleandosi con il consigliere regionale Attanasio PDL , scompaginando gli equilibri locali della sinistra SEL, PD, i quali si ricompattano attorno a ex compagni (!!!) liste civetta e associazioni “amiche “, con le quali si fa “finta” di litigare, per dimostrare l’assoluta democraticità del sistema (ma sono sempre l’oro), infatti nel momento del l’oro bisogno si ritrovano amici più di prima per dividersi pezzi di elettorato e pezzi di potere.
E’ lo stesso copione che i replicanti leader politici ci ripropongono periodicamente, personalizzazione della politica e acrobatici voli, facilitati dall’inconsistenza totale dei l’oro programmi, comunque ben architettati ma inattuati, per cui leggeri e lievi possono zompettare indisturbati da destra a sinistra, evocando la benedizione della Chiesa o illudendo le poche frammentate e confuse oramai teste pensanti che, il l’oro, è il luogo della rivoluzione colorata gioiosa e, soprattutto, cangiante sinonimo di progresso. PD/PDL/SEL la farsa delle false promesse e delle parole pronunciate alternando ai ritmi pacati di una accattivante affabulazione, un’arcigna veemenza che, con battute sprezzanti, tacita l’intervento di altri pur di rimanere al centro della scena. Si dicono politici, in realtà mestieranti del potere non altro , offendendo l’Idea della Politica declamata da Platone nella Repubblica o nelle Leggi di Aristotele che, al di la di ipocriti moralismi, la individuano come gestione del bene comune, i signori invece gestiscono molto efficientemente il l’oro bene privato a danno di quello comune, tradendo i cittadini che, si sa, scelgono su basi emotive e irrazionali, non si spiegherebbe il consenso e la credibilità anche di fronte ed evidenti contraddizioni, smentite e falsità subito dimenticate. Mi si dirà che è il gioco della politica, quella dei poteri che sanno più di noi e per noi vendono la loro anima, ma allora se è per il nostro bene come mai si continua distruggere il territorio a macchia di leopardo cementificando oltre il 75% del territorio agricolo barese, disapplicando le belle parole sul’urbanistica partecipata, rivelatasi della pratica come accumulo di delibere e varianti, mentre la partecipazione delle assemblee popolari o forum, dopo i primi inizi tumultuosi e carichi di aspettativa, ora si rivela stancamente deserta, come deserte sono le speranze degli abitanti del quartiere Libertà dove perdura una situazione di profondo disagio, o come il lungomare dopo Torre Quetta, il non luogo abitato da una umanità dolente e dimenticata; a spegnere gli entusiasmi la mancata valorizzazione , sempre promessa, della memoria storica e visiva di questa città , nessuna attenzione all’ambiente , pensiamo allo scempio operato nella zona delle lame, che manifesta la perfetta continuità tra le varie amministrazioni, la distruzione di strutture architettoniche e potremmo continuare all’infinito sino ad arrivare alla grottesca farsa della caserma Rossani del malinteso tra il Comune e La Regione.Puglia , della nuova alleanza e della chiassata disastrosa nel Consiglio Comunale
Dopo la condivisione del piano di riqualificazione dell’ex caserma la Regione si è resa indisponibile a stanziare quei 17 milioni fondi FESR da integrare con i 13 del Comune, facendo svanire la gestione dell’ex caserma interamente pubblica, i privati – affermava Sindaco qualche giorno fa – dovranno entrare e a qualcosa dovremo rinunciare".

Va precisato come memoria storica che il PS MTB, approvato dal Nucleo di Valutazione regionale e sottoposto favorevolmente alla VAS regionale, prevedeva, tra i progetti strategici più significativi proprio quello della caserma Rossani, come polo integrato di servizi, ponendosi ai primi posti nella graduatoria di finanziabilità dal Consiglio Metropolitano e dal partenariato pubblico-privato. Stiamo parlando di 270M€ per le aree vaste che ha consentito a Bari il finanziamento del teatro Piccinni e del il waterfront di san Girolamo.

Dopo varie contese si giunge finalmente ad un accordo , la Regione stanzierà 13 dei 17 milioni promessi, ma si sa chi si contenta gode, e i finanziamenti ai privati dovranno subire un ritocchino. La sensazione di pace e condivisione però non si è registrata nel consiglio comunale di Bari , dove tutti gli schieramenti hanno rivelato la loro “anima Ambientalista” pro Rossani ,dopo aver approvato lo stanziamento di 450.000 euro per l’erba sintetica del campetto comunale di Palese (!!!).
La bagarre è iniziata ad opera di Maria Maugeri (PD) che ha sottolineato come “una parte della maggioranza volesse marciare ed approfittare del tema della Rossani in vista della campagna elettorale”, reazione provocata dalla richiesta di Introna (SEL) , di revocare la delibera della Giunta sullo studio di fattibilità per la riqualificazione dell’ex immobile militare. Sono intervenuti tutti, compreso l’assessore Elio Sannicandro che per pacificare gli animi ha precisato come lo studio di fattibilità fosse superato a seguito del nuovo accordo con la Regione , ma Introna continuava imperterrito nella sua richiesta , tra interventi che appoggiavano urla e concitazione generale, sino a quandouando quando la destra si è intrufolata evidenziando la spaccatura della sinistra e chiedendo un a seduta monotematica,che la sinistra (tutta questa volta) non ha accettato perché la proposta veniva dalla opposizione. Insomma tutto rimandato al forse 20 dicembre 2011 mentre i nostri consiglieri ambientalisti si compatteranno contro la cementificazione e in difesa della Rossani , che certamente avrà un ampio parcheggio sotterraneo per i residenti(?) con pub e gallerie commerciali di richiamo turistico e centri di vario genere utili a consolidare il mondo dell’associazionismo e perché no dell’imprenditoria ,;
e gli asili nido , i centri Diurni per i malati di Alzheimer di cui si era favoleggiato , o sono progetti legati a quell’idea senza prezzo e improduttiva di politica sociale così lontana dagli interessi politico –economico-finanziari per cui tutto ha un prezzo?
Noi siamo tranquilli e certi che vincerà il progresso e la modernità e la lite di Natale sicuramente troverà sfocio in una pace duratura che accontenterà tutti…l’oro.

mercoledì 6 luglio 2011

Riflessioni




Sit-in dei diversamente abili, raccolta fondi per una famiglia di sfrattati disabili, convegno contro l’amianto , riunioni con associazioni ambientaliste, spaccati di sofferenza e di giuste rivendicazione di diritti negati; luoghi dove riecheggiano, tra i toni alti e parole sommesse, richieste di giustizia e denuncie dei torti subiti dirette ai rappresentante istituzionali che a volte, stancamente, presenziano, magari con qualche giornalista compiacente,
a lla fine si ritorna a casa soddisfatti , più o meno.

Personalmente provo disagio,profondo disagio, questi incontri dovrebbero suscitare ira, condivisione di volontà di cambiamento, presa di coscienza collettiva, ma non producono nulla.

Anche i grandi cortei ricchi di urla e striscioni colorati non hanno portato a niente,è successo con i temi importanti della scuola, dello smantellamento dello stato sociale,dello Statuto dei lavoratori, della sanità , abbiamo letto articoli fiammeggianti sulle testate più importanti, assistito a innumerevoli teatrini televisivi dove i soliti furbacchioni,in prevalenza di sinistra, con toni veementi o singhiozzoni si sono fatti paladini della giustizia e della democrazia .

Pagliaccerie la realtà è che tutto è perfettamente sotto controllo , la stessa dissidenza quando viene legittimata dai media è diventata lo strumento privilegiato di vigilanza che con precisione chirurgica ingloba nel sistema tutti, anche coloro che in buona fede vorrebbero sfuggire al sistema, ma è impossibile sottrarsi a questa morsa perché essa fa parte di quella macchina organizzativa che contiene i partiti e i movimenti ad essi legati. Migliaia di volte abbiamo assistito dopo l’esplosione di spontanea rivolta , all’equivoco volutamente ingannevole della “necessità” del dialogo, portato avanti dai vari capopolo, perché da soli non si va da nessuna parte e allora è meglio il meno peggio , meglio un poco che il nulla , e il gioco è fatto, si firmano contratti di lavoro che strangolano i dipendenti, si riempiono le campagne di inceneritori perché è meglio la diossina della monnezza , si continuano a contestare le fabbriche della morte senza chiuderle perché se no si perdono i posti di lavoro , si creano i gruppi di precari che si devono fare latori delle loro rivendicazioni contro i lavoratori a tempo determinato, gruppi di ammalati di cancro contro i disabili in carrozzella…

E’ il nuovo antico modo di fare politica per tenere in mano il potere , convincere la gente che il nemico è altrove mentre i nuovi rappresentanti del popolo. guardiani del capitalismo, ligi ai loro padroni hanno annullato completamente la militanza politica e il radicamento nel territorio trasformando lo sdegno in una esaltazione momentanea , che viene smorzata subito quando il politico di turno, con cui si mantiene un contatto, fa l’ interesse del singolo o del piccolo gruppo, comprandolo.

E’ la mafia clientelare dei partiti di sinistra come della destra che ormai non rappresentano altro che le lobby di cui curano gli interessi , per questo è importante depotenziare movimenti di massa, e produrre piccoli gruppi ,sempre più piccoli che vengono poi anestetizzati con promesse di unità e di cambiamento da utilizzare al momento opportuno in fase elettorale , piccoli gruppi chiusi, da cui escludere le classi meno abbienti, quelle fuori della produzione, i precari, i cassaintegrati, licenziati o licenziabili, gli immigrati, i clandestini, quelli che vivono alla giornata, trasformati in monadi chiuse nella loro individualità, persone che non devono credere più a nulla e che devono perdere la voglia di lottare per i propri diritti , iniziando da quello del voto, perché potrebbe contenere variabili strane, non controllabili.

Eppure il malessere esiste e viene percepito da tutti , allora sopraggiunge la strategia del’inganno , dal far proprie idee buone e trasfigurarle, al presenziare le grandi manifestazioni ,fino ad appoggiare i disegni di legge per le grandi opere , quando si è ministri, che al momento opportuno potrebbero essere rinnegati o riproposti sotto altra forma sotto le spoglie della modernità, del progresso quello che dà "lavoro e speranze", che fa girare i soldi e giustifica gli sprechi dell’autostrada Salerno-Reggio o la guerriglia in Val di Susa, che fa affermare a Vendola che bisogna rinunciare al welfare e beffarsi dei referendum, lasciando inalterate le tariffe per coprire un deficit immenso non provocato dai cittadini.

Alla fin fine sono d’accordo tutti secondo la filosofia della grande ammucchiata di un nuovo vecchio progetto politico americanizzato e postmoderno di sapore dalemiano che, nonostante le scaramucce mass mediatiche, non sembra discostarsi dal pensiero vendoliano, e molto si avvicina ai progetti di Casini, Fini, Di Pietro affascinati tutti dal gran de mito americano.

E’ l’ idea di società oligarchica e disperata dove si controlla l’insofferenza e si veicolano i pensieri ,ma può succedere che in una piccola valle gli abitanti decidono di difendere la propria vita , la propria terra e, magari, si accorgono di non essere soli…

sabato 4 giugno 2011

Viaggio in Italia: il Paese dei Poveri


Secondo il “Rapporto annuale sulla situazione del Paese 2010” Istat l'Italia è il fanalino di coda dell'Europa e il Meridione con in testa Campania Sicilia e Puglia, sono il fanalino del fanalino.
I parametri adottati sono tre: persone a rischio povertà dopo i trasferimenti sociale, persone in situazione di grave deprivazione materiale, in cui la Puglia primeggia registrando il 10,7% a fronte di una media nazionale del 7%, infine ci sono le persone che vivono in famiglie a intensità lavorativa molto bassa.

Se analizziamo la questione lavoro si rileva subito il dato positivo di 532mila in meno di disoccupati, positività che non trova corrispondenza nel sud Italia dove risiede oltre la meta degli italiani in cerca di lavoro, la cosa non migliora con la scuola dove ancora rimane altissima la percentuale di giovani che abbandonano la scuola con la Sicilia al 26% e la Campania e la Puglia a seguire con il 23 %, contro la media del 12 % del centro -Nord. Siamo dunque ben lontani dalla strategia Europa che prevedeva entro il 2020 il 40% di laureati quarantenni dal momento che ci attestiamo a uno scarso 19%

Questi dati parlano chiaro e ci delineano un paese sbilanciato non solo in termini di povertà reale ma anche in relazione ai meccanismi di solidarietà, come emerge sempre nel rapporto Istat, in merito agli aiuti erogati nel nord-est dove le famiglie sostenute nel 2009 sono state il 32, 2 per cento, mentre al sud la percentuale si abbassa al 26,1. Questo nonostante in regioni come Puglia, Calabria e Basilicata i bisogni di assistenza siano ben superiori a quelli del settentrione.

E' il paese dei poveri e della disuguaglianza , che nasce dalla rottura del funzionamento di solidarietà esponendo sempre i più deboli, lavoratori e piccoli imprenditori, vecchi e giovani; un processo innescato dall' indebolimento e dalla riduzione della sovranità dello Stato che ha perso la sua azione regolativa e, nella fase di crisi, ha tutelato le istituzioni di mercato sovrastimandone la capacità adattiva ,mentre sono stati sotto valutati i problemi veri, quelli che interessano la vita concreta delle persone.

Come i trattamenti previdenziali, per esempio, che, in attesa che si passi alla totale privatizzazione dello stato sociale, sono stati falcidiati. Le pensioni che , ormai prive di potere d'acquisto in quanto non vengono più rivalutate in relazione alle dinamiche delle retribuzioni e dell'aumento dei prezzi, sono state rese "complementari" alla rendita attraverso i fondi pensione, di cui solo il 23% di potenziali aderenti vi ha fatto ricorso e bisognerebbe interrogarsi sulle reali motivazioni , non necessariamente legate all' ignoranza , forse non tutti i lavoratori sono disposti ad assicurarsi la vecchiaia giocando in borsa parte della busta paga.

Inoltre il sistema della privatizzazione e dell'eliminazione dello stato del Welfare (improduttivo secondo i criteri dell'economia dominante) oltre ad aver distrutto interi settori produttivi e creato disoccupazione non hanno nemmeno apportato benefici rilevanti alle casse dello Stato. Gli unici effetti significativi sono i costi dei servizi, invariati nel migliore dei casi, a fronte di un reale calo della la qualità e dell'efficienza, perdendo di conseguenza il valore sociale che rappresentavano.

E infine, la precarietà, che ormai ha assunto l'aspetto della normalità, piuttosto che della straordinarietà a cui si accompagnano gli spot preelettorali , tipo assunzione di precari della scuola non registrati nel testo unico, o il via libera al Testo Unico dell'Apprendistato, e relativo abbassamento dell'obbligo scolastico di un anno, (i ragazzi potranno assolverlo con un anno di formazione lavorativa!!!) con migliaia di giovani lavoratori a basso costo immessi nel mercato. Lesione del diritto allo studio, sfruttamento del lavoro minorile e firma dei sindacati CGIL CISL UIL, che lo scorso ottobre hanno siglato il Patto sull’Apprendistato, con cui già si concedeva al padronato di fatto il Contratto di Primo Impiego flessibile e determinato.

E già determinato nonostante le assicurazioni contrarie infatti l’apprendistato potrà durare 3 anni per i giovanissimi quindicenni e fino a sei anni per chi ha tra i 17 e i 29 anni con una formula che viene spacciata come un contratto di lavoro a tempo indeterminato, ma in realtà alla fine di questo periodo si potrà essere licenziati senza troppe giustificazioni.

In questo paese che scivola verso la totale perdita dei diritti sociali "vecchi e giovani" devono convivere ormai stabilmente con uno stato di disagio esistenziale ed economico che porta al degrado morale, alla desolazione sociale e distrugge qualsiasi stimolo al cambiamento. In assenza di dissenso, nonostante la crisi, il sistema continua a sopravvivere perche le opposizioni sono assai marginali e per lo più legate a vecchi parametri ideologici novecenteschi, assolutamente inadeguati a leggere e analizzare le contraddizioni interne alla globalizzazione e alla liberal democrazia. Inoltre l'alternanza destra-sinistra in perfetta continuità e condivisione di fondo delle impostazioni politico-economiche ha atomizzato la società diffondendo ed esasperando la conflittualità tra gli individui, vediamo la frammentazione nel mondo del lavoro o le leggi a tutela di diritti individuali, e lo stesso dissenso diventa strumento di controllo delle masse oramai definitivamente narcotizzate.

La nostra realtà che si definisce democratica e liberale, ma non libera, ci ha riportato alla barbarie capitalistica con classi sociali elitarie senza nessuna possibilità di redistribuzione del reddito, ma in nome del progresso ha abrogato i diritti sociali e procede ciecamente verso lo sfruttamento indiscriminato delle risorse materiali e il livellamento culturale verso il basso, che imprigiona ogni volontà a poter attualizzare, in piena libertà e concretamente, le proprie scelte.

Adele Dentice

giovedì 19 maggio 2011

L'Abisso



Sono parecchi mesi ormai che sono attivi gli sportelli di aiuto del PBC a Bari. Un 'esperienza straordinaria sul piano umano e agghiacciante su quello politico, le tragedie quotidiane, la mancanza di lavoro che impedisce persino di provvedere alla propria salute a e a quella dei familiari non trovano risposte istituzionali e tanto meno quelle dei cosiddetti partiti e movimenti che sono presenti solo lì dove si accendono i riflettori mediatici.
Dove sono i vari militanti dell'estrema sinistra, ormai chiusi nelle loro nicchia ideologica innocua e apparentemente di opposizione, fedeli al giuramento di fedeltà (gli unici!) e comunque infinitamente lontani dalla gente comune, in fin dei conti cosa può esprimere una casalinga o il piccolo commerciante fallito o lo studente che rifiuta di scioperare e occupare l'università perchè i genitori non hanno da pagare le esosissime tasse universitarie? E i grillini, che a parte qualche generoso esempio, non sanno cosa siano le politiche del welfare, come da indicazioni del loro leader, assolutamente indifferente alla questione scuola, se non ostile, così come a quella della sanità o attualmente dell' economia . Avvezzi alla provocazione senza declinazione pratica o programmazione politica , un movimento antisistema che nel contempo “dichiara” sostegno a Pisapia (PD; SEL ecc), vecchia pratica se a suo tempo Grillo appoggiò al ballottaggio Michele Emiliano (sindaco di Bari PD) e poi Vendola.

Senza parlare della questione scottante di Taranto dove oltre le solite manifestazioni , miranti a svuotare il risentimento popolare , si risolvono nella solita passerella mediatica, dal momento che nella pratica nulla cambia.

Nel nostro piccolo mondo, dove la gente disperata muore in silenzio, dove non rimane che il conforto isolato di qualche gesto caritatevole, anche noi, attivisti del PBC, restiamo soli nel nostro sportello, noi e i tanti volti disperati che ci chiedono aiuto e noi con la voglia di cambiare, ma sempre più soli, perchè gli altri hanno altro da fare , c'è sempre altro da fare, come presenziare il caso del giorno, rilasciare interviste e svolazzano da un posto all'altro, da un gruppo all'altro, perchè è decisivo per la propria immagine e la propria carriera politica,  non ha importanza destra , sinistra, centro, o altre alchimie, si esiste solo lì dove c'è il conflitto provocato ad arte o spontaneo l'importante è che ci siano le tv e i giornalisti, perchè bisogna farsi vedere, perchè la politica, prostituta ruffiana tra i poteri forti e la criminalità, ha un unico cinico obiettivo esporre il suo squallido volto al mondo , disaffezionare le persone così sempre in meno ci sarà partecipazione attiva, e la partita si giocherà finalmente tra coloro che “contano”.

Ma fino a quando reggerà questo gioco? Fino a quando si riuscirà a sostenere la rabbia individuale dei precari , i nuovi schiavi perchè impossibilitati a progettare il loro futuro , fino a quando i lavoratori parcellizzati e divisi rimarranno vincolati al sistema di produzione capitalistico, fino a quando il ceto medio riuscirà a tenere l'impoverimento relativo o assoluto fino a quando la gente continuerà a rimanere ingabbiata nello ormai obsoleto e inattuale schema destra-sinistra senza paura di uscire fuori, senza paura di essere liberi?

Eppure, nonostante il dramma sociale che investe il nostro paese e la morsa della concorrenza globalizzata in cui sono ormai costrette le nostre città, ancora l'opinione pubblica si lascia distrarre dalla favola dei Diritti Umani, estensione delle strategie imperialiste , diffusa dalle prediche del circo mediatico e da coloro che dichiarano di voler salvare il mondo, di essere dalla parte dei clandestini , ma poi esprimono favorevoli consensi alle guerre di aggressione. Una simulazione politica cinica e corrotta tesa a giustificare le enormi spese destinate alla guerra togliendole al welfare, alla scuola, alla sanità, al lavoro, alla casa; una simulazione che espelle chiunque decida di non essere organico e rifiuta di piegarsi a quella cultura settoriale che pretende di spiegare ma nella sostanza e nella apparente diversità è uniformata al capitalismo.

Diritti Sociali, quindi, che non solo vengono negati ma relegati nelle stanze dell'oblio, attraverso un'operazione di colpevolizzazione, vecchia di 60 anni, sono stati trasformati in privilegi, il lavoro, la casa, la salute, senza parlare del riposo, della pensione, della dignità dell'istruzione, dell'assistenza ai disabili agli anziani, ai malati.
Diritti per i quali noi del movimento Per il Bene Comune ci spendiamo e con grande difficoltà, poiché non siamo legati alle elite finanziarie, non abbiamo intellettuali strapagati e subordinati alla classe predominante, né siamo trasmettitori di ideologie apologetiche, soprattutto non siamo volontari, “facciamo politica” dal basso, privi di guru da inseguire, rincorriamo però l'obiettivo del cambiamento radicale, sperando di infrangere il modello dell' attuale sistema senza nasconderci dietro l'alibi dell'antiberlusconismo di facciata che non permette di individuare le profonde e laceranti contraddizioni politico-sociali della nostra società.

Adele Dentice