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martedì 27 novembre 2012

L' inessenzialità dell'ILVA


Non ci sono prove che possano documentare un nesso tra i procedimenti di chiusura e quelli giudiziari, che si stanno abbattendo sull’Ilva, e le ipotesi di ampliamento delle basi NATO in Italia, però ci sono documenti e diverse coincidenze che fanno pensare e accendono doverosi dubbi.

Lungi dal voler difendere l’Ilva e dal suo carico di morte, non si può non considerare che questa bomba inquinante prima pubblica poi svenduta al  100% per 1929 miliardi al Gruppo Riva sotto il governo Dini, imparentato con la famiglia Riva, ha da sempre costituito la spina dorsale del sistema produttivo italiano, poiché dall’acciaio dipendono decine di migliaia di imprese e migliaia di lavoratori. Rimane per altro un mistero insoluto  come il più grande impianto siderurgico d’Europa , che con le tasse che paga diventa essenziale per il paese, lo si è lasciato deteriorare a tali livelli, portando al collasso l’intero stabilimento e con inusitato cinismo mettere da un giorno all’altro sul lastrico migliaia di famiglie. Come mai, c’è da chiedersi, in tutti questi anni e con l’alternarsi dei vari sindaci e governi regionali e nazionali non si è provveduto a dotarlo di tecnologie disinquinanti, esistenti già da diversi anni e utilizzati in varie parti del mondo, anche per il riciclo delle acque.
Possibile che la risposta sia da ricercarsi solo nel risparmio di quelli che, tutto sommato, sono pochi spiccioli rispetto al volume d’affari che circonda l’Ilva? Senza parlare  del tragico elenco di malati e morti che da decenni vengono denunciati, si è parlato del 419% di aumento di tumori, dalle accorate e inascoltate voci disperate delle vittim alle quali troppo spesso se ne sono mescolate altre  funzionali a raggranellare qualche misero consenso, le stesse che esultano oggi di una vittoria che tale sarebbe se almeno per i lavoratori - vittime ci fosse stata la dovuta attenzione e non come per le pecore alla diossina mandati al macello.


Solo ora ci si accorge all’ improvviso che l’Ilva inquinerebbe, se ne accorgono in una fase storica in cui la cura Salva Italia dell’uomo grigio, vede chiudere per fallimento circa 1000 aziende al mese, inasprendo il drammatico scontro sociale tra il diritto alla salute il diritto al lavoro facendo precipitare la città in un caos senza ritorno. Date le circostanze c'è da pensare altro e prende sempre più forza l’ipotesi di Cossiga del 2004 “..la cosa che suscita forse maggior scalpore  è stata la conferma che Taranto – acquisendo il nuovo status di base Nato, la più grande del Mediterraneo  - diventa “Headquarter” (quartier generale) della Nato candidato ad ospitare la flotta americana che dal 2005 si dovrebbe trasferire da Gaeta per trovare una sistemazione più avanzata a sud-est” (Cossiga  4 febbraio.2004 Apcom) ipotesi che trova conferma nei documenti ufficiali del Pentagono per la costituzione di una “High Readiness Force” (Maritime)  (comandi proiettabili ad alta prontezza) HQ -IT (TarantoIT)" e Taranto è contrassegnato con una stellina (vedi vecchi articoli del blog su ILVA e NATO).

C’è da aggiungere un altro particolare e riguarda il sistema operativo C 4I, funzionale al nuovo modo di fare la guerra, che renderebbe l’intera operabilità di Taranto integrata e complementare con il Pentagono e il centro militare navale di San Diego in California, questo sistema avanzatissimo permette l’accesso a tutte le informazioni utili in tempo reale controllando chiunque anche il singolo soldato.


Personalmente non sono esperta di geopolitica militare , ma non penso ci voglia molto per capire che  se la Tav potrebbe essere un corridoio che unisce Lisbona a Kiev, nulla ci impedisce di pensare che nella logica di  ampliamento delle basi Nato, Taranto è logisticamente il sito ideale come base di sottomarini e centro intercettazioni, in vista di un accerchiamento della Russia o comunque di un controllo diretto sui Balcani e sul medio oriente, lì dove, da bravi sudditi fedeli, collaboriamo alle guerre umanitarie per smaltire, tra le altre cose, quelle migliaia di tonnellate di scarti di uranio radioattivo, che altrimenti non si saprebbe dove mettere.
E con Taranto super base  di una organizzazione internazionale ed extraterritoriale la magistratura italiana non potrebbe neanche intervenire se nel mare prospiciente per “caso” dovessero essere seppellite scorie radioattive, tutto sarebbe in ordine e la città godrebbe di un’aria sana e limpida a parte le residuali emissioni dell’ENI, Cementifici di Caltagirone in espansione, dei vari megainceneritori e discariche velenose.
E andando più in là con la fantasia, e  mi auguro che siano solo miei personalissimi e strambalati voli, non ci sarebbe da meravigliarsi se un triste giorno da Taranto, ultimo presidio ai confini dell’Impero, partissero dei missili per esempio contro la Russia  a cui si risponderebbe inevitabilmente e distruttivamente, mentre, come al solito, gli affari si fanno altrove, tanto per occupare definitivamente l’Asia e governare il mondo!



Adele Dentice

domenica 19 agosto 2012

Tu vuò fa l’Amerikano


La storia è una grande maestra, troppo spesso inascoltata.
Anni fa la triade  D’Alema Cossutta Cossiga inaugurò l’era dei rinnovi USA NATO , sostenuti  dai  dissensi di facciata di Bertinotti che in seduta parlamentare tendeva a  distrarsi  quando si affrontavano certi argomenti.
Cosi, mentre con la italica  partecipazione alla guerra nel Kosovo si dava avvio alla stagione delle guerre umanitarie , si individuava in Taranto la sede ideale per una base NATO, poiché la Maddalena non può reggere il carico di una elevata concentrazione di navi da guerra . Nello sfogliare ricordi e vecchi articoli si può facilmente ricostruire l’interesse degli US per il porto di Taranto. Il primo significativo snodo è uno stralcio del documento No. 507-98 September 30, 1998 Defense Logistics agency per i servizi di assistenza tecnica computer e intelligence (C4I) con riferimento a Taranto:
"Logicon, Inc., Tactical Systems Division, Arlington, Va., is being awarded a $9,889,408 modification to previously awarded contract N00244-96-C-5078 for technical support services for standard design engineering, analysis, developmental and certification testing, test operations analysis support and configuration management as they pertain to command, control, communications, computers and intelligence (C4I) systems at the Navy Center for Tactical Systems Interoperability, San Diego, Calif. This contract combines purchases for the U.S. Navy (94%) and the government of Italy (6%) under the Foreign Military Sales (FMS) Program. This contract contains options which, if exercised would bring the total cumulative value of the entire contract to $49,908,613. Work will be performed in San Diego, Calif. (71%), Eglin AFB, Fla. (11%), Fort Monmouth, N.J. (7%), Bahrain (4%), Norfolk, Va.(3%), Arlington, Va. (2%), Taranto, Italy (2%), and is expected to be completed by September 1999. Contract funds will not expire by the end of the current fiscal year. The Fleet and Industrial Supply Center, San Diego, Calif., is the contracting activity".

Il C4I  è un sofisticatissimo sistema tattico del sistema di comando e intelligence della Difesa statunitense nel Mediterraneo, che è stato impiantato nella città pugliese  senza che i cittadini ne sappiano niente  al di là di ogni giudizio umano
A questo fa seguito il documento del Pentagono ottobre 2002, volume 11A, capitolo 9, allegato 1 (DoD Financial Management Regulation, volume 11A, Chapter 9, Annex 1), nel maggio del 2003 l’ambasciatore americano Selmer  incontrò le autorità portuali e successivamente, circa un anno dopo, giunse a Taranto, per un’operazione “commerciale” Barbara Lief (funzionaria dell’ambasciata statunitense a Roma) accompagnata da uomini dell Westland Securities , agenzia statunitense esperta in studi di fattibilità, seguita poi da un sopralluogo della nave della VI flotta US.
 In Italia l’allora presidente Ciampi si dimostrò propenso a sostenere la NATO come simbolo di unità tra l’Europa e gli USA , che si è poi rivelata come nuova evoluzione  del colonialismo occidentale più spietato. Ma ancor più sostenitore fu l’allora ministro della Difesa nei Governi Berlusconi II e III Antonio Martino che, all’ interrogazione parlamentare in merito alla COMIT-MAR-FOR istituito ufficialmente il 4 settembre del 2002 sulla più importante base navale della Marina Militare , quella di Taranto, senza che il Parlamento ne fosse informato, così rispose :


con riferimento specifico alla nuova stazione navale in Mar Grande a Taranto, essa è stata realizzata per soddisfare le esigenze operative delle Unità della Marina Militare italiana.
In relazione agli accordi vigenti potranno, occasionalmente e su base di reciprocità, essere ormeggiate anche Unità navali di passaggio, appartenenti alla Nato.

Ciò detto, nell'ambito del processo di ristrutturazione delle Forze della Nato, volto a dotare l'Alleanza di forze proiettabili, si è provveduto nel contesto dei programmi di ristrutturazione dei comandi dipendenti dal comando in capo della Squadra navale (CINCNAV), ad operare la riconfigurazione del comando delle Forze d'Altura (COMFORAL), che ha sede a Taranto, in una nuova struttura di Comando destinata ad operare sia in ambito nazionale sia nel quadro dell'Unione europea che in quello Nato (COMFORAL/COMITMARFOR).
Analoghi Comandi sono stati riconfigurati in Gran Bretagna (COMUKMARFOR) e in Spagna (COMSPMARFOR).

Il Comando in questione, il cui staff è costituito da personale italiano, è integrabile nei rispettivi contesti per le operazioni a guida europea e Nato da alcuni rappresentanti multinazionali (Spagna, Germania, Paesi Bassi, Gran Bretagna, USA, Turchia).
Lo stesso Comando è deputato, a rotazione con i Comandi navali spagnolo e britannico, alla condotta delle operazioni marittime della Forza di risposta Nato (NRF).

A tale riguardo, la creazione di una Forza di reazione rapida della Nato risponde appunto all'esigenza di far fronte ai nuovi rischi e alle nuove minacce. È infatti necessario poter contare su Forze di reazione rapidamente dispiegabili e dotate di una capacità operativa e interoperabilità molto spinte, diverse da quelle che erano richieste precedentemente per fronteggiare una minaccia sostanzialmente «statica».

Alla luce del quadro delineato, si assicura l'interrogante che la base navale di Taranto è e rimane ad esclusivo controllo nazionale

Una risposta ambigua che non da  certezze, come ambivalenti furono quelle del ministro Frattini, al  Consiglio Atlantico il 3 marzo 2004, che pur prendendo certe distanze da questo progetto di grande Medio Oriente lo riteneva comunque condivisibile, pur stabilendo dei distinguo. Successivamente, il 26 Giugno 2004, Antonio Martino inaugurò a Taranto la nuova base navale della Marina Militare in Mar Grande a Chiapparo ,  costata 150 milioni di euro di cui un terzo proviene da finanziamenti Nato.  Va sottolineato che una delle caratteristiche peculiari del COMIT-MAR-FOR è la capacità di intervenire con estrema rapidità alla guida di forze aeronavali e anfibie NATO , caratterizzate da una composizione multinazionale, che in tempo di crisi possono sviluppare il Mediterraneo allargato, che comprende  il Mar Rosso, il Golfo Persico ed i mari limitrofi.
Cioè l'area del Grande Medio Oriente (Greater Middle East) individuata negli ambienti politici americani come obiettivo della politica di sicurezza nazionale, in particolare della lotta contro il terrorismo, che giustificherebbe  ulteriori iniziative che la Nato potrebbe intraprendere, qualora emergessero nella regione le condizioni adatte
Poi l’ultima tranche e il molo polisettoriale che potrebbe ospitare la VI flotta a testata nucleare, ovviamente; nel frattempo  c’è chi sorvola  e minimizza non mettendo in relazione   con  un precedente similare, quello di Bagnoli che negli anni 80 ospitava uno stabilimento Ilva poi dismesso, anche se con motivazioni diverse, e una base Nato che doveva essere  chiusa e invece continua ad essere attiva. Non sembra nemmeno di particolare rilievo il fatto che nel porto di Taranto dovrebbero transitare navi e sottomarini a propulsione nucleare con pericoli di incidenti che ci garantiscono rari , rarissimi , ma non scordiamo l’episodio del sottomarino Scorpion esploso, misteriose ancora le cause,  nell’Atlantico il 22  maggio del 1968 dopo essere passato per Napoli e Taranto. Sembra comunque sussistere una generale sottostima dei rischi sia in merito alla predisposizione di piani di emergenza,  che sembra siano inadeguati per la popolazione di Taranto, che di natura ambientale per via del rilascio dei radionuclidi, che aumentano col tempo, causato dall’andirivieni delle navi.
Intanto oggi Taranto divisa e disuguale combatte una guerra contro i poteri forti, ma non fortissimi, che forse riusciranno a trovare un accordo dopo aver sgretolato l’attuale sistema politico disvelando, come nel 1992, segreti e connivenze, al fine di sostituirlo con un altro cane da guardia delle grandi elites dominanti. In queste ore non si parla d’altro che di una sentenza giusta, ma che nel contempo mette sul lastrico migliaia di lavoratori a causa delle malefatte dei gestori dell’Ilva, tra l’altro in un momento storico in cui l’Italia sta perdendo produttività e  non solo  nel Mezzogiorno, pensiamo al numero crescente dei cassaintegrati e del lavoro nero, categorie già di per sé fortunate (!). In questo stato di confusione il rischio più severo che si profila sarà che   i danni  prodotti vengano pagati non dai veri colpevoli ma solo dai lavoratori e dalla popolazione vittima, in una situazione di generale abbandono e di competizione di tutti contro tutti.
Adele Dentice

sabato 10 marzo 2012

Piove sul bagnato


Piove sul bagnato a scuola, l’ effetto trascinamento della Gelmini e il blocco degli organici (approvato in Commissione) determina un ulteriore taglio delle assunzioni facendo evaporare quei fantomatici 10.000 posti a cui onestamente non ho mai creduto, la giustificazione di questo ennesimo taglio è il blocco di 350 milioni di euro garantiti dagli aumenti sulle tasse su birra alcoolici e gettito sul gioco.
Per tenere buoni gli animi e 250.mila precari della scuola ormai disoccupati a vita scatta la falcidiante idea dell’ assunzione in base all’aumento degli alunni , il Sud , ormai siamo già terzo mondo, si ritroverà con zero possibilità (siamo a meno 20ntimile rispetto ai più 23.000 del nord); tutto viene giustificato dalla media statistica e dalla razionalizzazione dei soldi, a discapito delle norme sulla sicurezza con 25/30 alunni stipati in aule poco arieggiate, e dello scadimento della qualità della didattica e dell’inquinamento in door. Né tanto meno si parla della variegata realtà scolastica , le classi pollaio e le scuole pollaio contengono stipati diverse nature composte da alunni svantaggiati,diversamente abili , i quali, appartenendo alla parte più debole e fragile della giovane umanità , saranno relegati nell’angolo del silenzio e dell’indifferenza di quella destra e sinistra che, nella migliore delle ipotesi utilizza parole trasudanti profondo disprezzo per chi lavora nella scuola ,un disprezzo mal celato dai media e dai vescovi italiani che tacciono sul controllo dell’istruzione come tacciono sul nostro bilancio della Difesa mentre continuano i venti di guerra a dilaniare Stati, persone e diritti e questa povera nostra scuola che trascina con sé i nostri giovani.
E i cittadini,perché non si chiedono come mai i nostri parlamentari hanno accettato in tempi di crisi una guerra in Libia costata ben 700 milioni di euro, come mai nel2010 le armi italiane consegnate hanno raggiunto il valore di 2,7 miliardi di euro (più 550 milioni rispetto l’anno precedente), mentre agli operatori della scuola si fa parlare di pace tra gli sgangherati banchi di aule stracolme? I cittadini, che si perdono nella sofferenza di un futuro negato ai figli, dovrebbero farsi e fare più domande del perché la scuola pubblica e con essa il diritto all’istruzione viene negato, una negazione attuata con il tacito assenso dell’opinione pubblica dopo anni di campagne di delegittimazione e di divagazioni più o meno sarcastiche a cui i lavoratori della scuola sono stati sottoposti .Si è imposta nel tempo l’immagine di un’insegnate donna, moglie di un professionista che lavora la mattina provvede ai figli e alle cure domestiche o ai propri interessi (parrucchiere e shopping inclusi ), abbassando, in tal modo, la considerazione a livello sociale della funzione docente si è potuta sviare l’attenzione generale non solo dai radicali mutamenti insorti e dal maggior carico di lavoro a cui è corrisposto un rallentamento della progressione economica, ma ha legittimato il più grande licenziamento di massa mai registrato, una sperimentazione riuscita bene che ha spalancato le porte alla demolizione dei diritti di tutti i lavoratori

venerdì 1 aprile 2011

Presidio a Ostuni contro la guerra in Libia


Pubblichiamo la testimonianza del tenore Joe Fallisi, testimone e vittima nel maggio del 2010 del violento blitz israeliano contro la Freedom flottiglia, che ha organizzato coraggiosamente un presidio di sensibilizzazione per i cittadini di Ostuni, ove risiede, contro la guerra di aggressione contro la Libia.

Cara Adele, il volantinaggio, nella piazza centrale di Ostuni, è andato molto bene. Ho fatto tutto quello che dovevo, compresa un'intervista con la televisione locale che spero non taglieranno e/o ammorbidiranno... così, almeno, mi è stato promesso... In ogni caso c'è il mio appello agli ostunesi [cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/83022]: scripta manent. Non avevo chiesto a nessuno di venire, limitandomi a far sapere la notizia. E mi si è aperto il cuore quando ho visto ad attendermi alcuni giovani amici, tra cui l'ottimo mandolinista-chitarrista di "Un momento" e la redattrice di 'Liber@mente'. Mi hanno aiutato a distribuire il volantino e hanno affisso sul cancello del municipio un manifesto (VERDE!) che avevo portato e su cui c'era scritto:

FUORI L'ITALIA DALLA GUERRA!
FUORI LA GUERRA DALLA LIBIA!
GIU' LE SGRINFIE, PREDONI IMPERIALISTI,
DALLA LIBIA LIBERA, SOVRANA E INDIPENDENTE!

W LA GIAMAHIRIA!

A prendere e leggere il volantino sono stati soprattutto degli studenti, che si trovavano in piazza non so bene perché - forse una gita scolastica... meglio così... hanno senz'altro la testa meno inquinata e cloroformizzata di quella dei loro genitori.
Un abbraccio.

Joe Fallisi


giovedì 24 marzo 2011

Appello di Joe Fallisi contro la guerra - "Se non ora quando?"


"E' buffa la leggerezza con cui i malvagi pensano che gli andrà tutto bene." (Victor Hugo)
"Chi mente una volta, spesso deve abituarsi alla menzogna; perché ci vogliono sette menzogne per occultarne una." (Friedrich Rückert)
"Ci sarà in una delle prossime generazioni un metodo farmacologico per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature, come dire, senza lacrime; una sorta di campo di concentramento indolore per intere società in cui le persone saranno private di fatto delle loro libertà, ma ne saranno piuttosto felici." (Aldous Huxley)
"Il fatto che gli uomini non imparino molto dalla storia è la lezione più importante che la storia ci insegna." (Aldous Huxley)
"Forse la terra è l'inferno di un altro pianeta." (Aldous Huxley)
"Se vuoi un'immagine del futuro, immagina uno stivale che schiaccia una faccia umana – per sempre." (George Orwell)
"I tre slogan del Partito: La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L'ignoranza è forza." (George Orwell)
"La libertà consiste nella libertà di dire che due più due fanno quattro. Se è concessa questa libertà, ne seguono tutte le altre." (George Orwell)

Cari Ostunesi, mi rivolgo a voi come concittadino. Lo sono da poco, ma qui mi sento a casa mia, in famiglia, so di avere orecchie che mi possono ascoltare e capire più che in una grande città anonima, dove ogni voce si perde nei rumori del traffico, dove le masse sono composte da individui isolati, dove nessuno si conosce realmente e si parla. Al mio ritorno dalla Freedom Flotilla mi avete accolto come un fratello, come uno di voi. Non l'ho mai dimenticato, ed è per questo che mi permetto di scrivervi. I nostri sono giorni tragici, che nessun gioco a premi, nessun Grande Fratello, nessuna Isola dei Famosi, o Fattoria, o partita di calcio può nascondere. Ci troviamo precipitati nel gorgo della guerra, una delle più infami e ingiuste della storia, quasi di fronte alle nostre spiagge!... E l'Italia, fino a ieri alleata e amica dei libici, con cui aveva stipulato vantaggiosi e lungimiranti contratti di collaborazione e ai quali aveva chiesto perdono per gli orrori compiuti durante il fascismo, ora presta, come il peggior Giuda e traditore, le proprie basi e i propri "Tornado" ai predoni imperialisti! Eppure, voi lo sapete, la nostra Costituzione ce lo vieta espressamente... Ecco l'articolo 11:
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Chi può essere così falso e ipocrita da far rientrare il nostro odierno "intervento" in quelle eventuali "limitazioni di sovranità", cancellando così l'affermazione, chiarissima, che apre il testo costituzionale? In effetti non c'è dubbio che i dirigenti del nostro Paese ci hanno trascinato in una "guerra come strumento di offesa alla libertà" di un altro popolo, il quale non s'è mai sognato di dichiararne a noi nessuna... e che immagino, d'ora innanzi, cosa penserà degli italiani!... voltagabbana, servili, pugnalatori alle spalle! Questo siamo, purtroppo*. E badate che viceversa potremmo non esserlo!... la Germania, per esempio, s'è tolta da tale schifo... E del resto cosa speriamo?... di raccogliere qualche miserabile briciola, rimasuglio dal pasto degli avvoltoi? Meglio, enormemente meglio sarebbe stato (sarebbe ancora) serbare un poco di dignità e di orgoglio, dire no a questo scempio. NIENTE era vero, tutto inventato a tavolino, farlocco, dei pretesti con cui ci si è avventati sulla preda africana... diecimila morti, bombardamenti su civili inermi, fosse comuni!... una moltiplicazione inaudita e incredibile di menzogne... il falso, al posto del vero, obbligatorio per i teleutenti passivi!... Gheddafi, che non è certo un santo, ma rispetto a mostruosi criminali di guerra come Obama è un dolcissimo koala, dipinto... come il diavolo in persona!... stragista implacabile, divoratore del suo popolo (che, chissà perché, tuttavia, nella maggioranza è con lui...)... eppure bastava informarsi, ragionare con la propria testa per capire come stavano le cose... Sono certo che molti di voi l'hanno fatto. Perché i politici senza vergogna ci prendono per incapaci, per idioti, ma i pazzi furiosi sono loro! Le economie dell'Occidente, e innanzi tutto quella americana sull'orlo della bancarotta, dissanguate dalle banche private usuraie e dalle guerre in giro per il mondo, vogliono impossessarsi delle risorse energetiche della Libia, mettere fine alla sua scandalosa indipendenza, durata più di quarant'anni, e impiantare un'enorme base militare nell'Africa del Nord. Trasformeranno, quest'accolita di vampiri, in un Kosovo, in un Iraq anche la gloriosa Giamahiria del Libro verde... rovinata, smembrata, ridotta al rango di neo-colonia... per i nuovi Graziani, i nuovi genocidi! Lo sapete cosa significano tutte quelle tonnellate di bombe radioattive con cui stiamo impestando, noi, "democratici" e "progressisti", esportatori dei "diritti umani", il suolo della Libia? Vi prego solo di considerare le seguenti cifre: gli uomini sono tali da circa 8 milioni di anni, mentre le prime forme di vita multicellulari apparvero sul nostro pianeta 2,1 miliardi di anni fa. Bene. La vita media dell'uranio impoverito è di 4,5 miliardi di anni... E come nascono abitualmente, ormai, bambini deformi a Falluja o a Gaza, così succederà a Tripoli... MAI, in tutta la storia, nessun despota aveva compiuto atti tirannici di questa portata!... che invece noi perpetriamo tranquillamente, come se niente fosse!... sì, fino a quando non tornano i nostri stessi giovani ammalati a morte di cancro, di leucemia!... "No-fly zone" e bombardamenti a tappeto sulla Libia sovrana perché cerca di difendere - giustamente!... come faremmo noi, come farebbe qualunque altro Paese - la propria integrità territoriale contro un gruppetto di rivoltosi armati e pagati dallo straniero... ma niente di simile, nei confronti, che so, del Bahrein che massacra i dimostranti a mani nude o dello Yemen che li irrora di gas nervino!... o di Israele, lo Stato più razzista del mondo, che martirizza i Palestinesi e occupa la loro patria da 63 anni!... Pochi giorni fa gli abitanti di Madrid sono scesi in piazza per gridare la loro opposizione al governo che ha aderito, come il nostro, alla coalizione dei "volonterosi" (assassini)... FACCIAMOLO ANCHE NOI! Che un piccolo paese del Sud dia il buon esempio a tutta l'Italia!... Vi propongo di ritrovarci insieme nella piazza del nostro Municipio sabato 2 aprile alle ore 17.
Concittadini, è ora di dire BASTA ai distruttori di madre terra e dell'umanità... Protestiamo! Telefoniamo, scriviamo a tutte le autorità, esprimendo il nostro NO alla guerra!... DISSOCIAMOCI dalla Casta dei delinquenti! Non rimaniamo in silenzio, non chiudiamo gli occhi, SVEGLIAMOCI! Ne va del nostro onore e del futuro dei nostri figli, che un giorno ci giudicheranno... Viviamo con dignità!
SE NON ORA QUANDO?
Joe Fallisi, Ostuni, martedì 29 marzo 2011

* Per rendersi conto in che abisso, che è al di là di ogni possibile aggettivo, ci ha trascinato congiuntamente il "governo" e (persino con maggior fervore bellico) l'"opposizione", vi rimando al testo del 'Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra la Repubblica italiana e la Grande Giamahiria araba libica popolare socialista' firmato 'dall’onorevole Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi e dal leader della Rivoluzione, Muammar El Gheddafi' poco più di due anni fa: http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apritelecomando_wai.asp?codice=16pdl0017390. Faccio solo notare che il Trattato in questione, oggi cartapesta come fu nel 1915 quello che vincolava l'Italia nei confronti dell'Austria, prevede "il rispetto dell’uguaglianza sovrana degli Stati; l’impegno a non ricorrere alla minaccia o all’impiego della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica della controparte o a qualunque altra forma incompatibile con la Carta delle Nazioni Unite; l’impegno alla non ingerenza negli affari interni e, nel rispetto dei princìpi della legalità internazionale, a non usare né concedere l’uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile nei confronti della controparte; l’impegno alla soluzione pacifica delle controversie". E con ciò si è detto tutto.
Joe Fallisi

sabato 12 marzo 2011

Venti di libertà!






 E' frastornante il silenzio di tutte le sinistre tese ad esortare qualche tipo di “intervento umanitario” in Libia e a condividere l'idea di un'Italia portaerei degli Stati Uniti contro il, fin ora ben pagato dalla UE, guardiano dei flussi migratori.
Troppo importante la Libia per la sua posizione strategica e le sue risorse di gas e petrolio per non solleticare le voglie dei governi imperialisti , USA e UE in primis
Persino Berlusconi si è allineato, anche perchè la questione libica potrebbe salvarlo , in quanto si porrebbe come funzionale intermediatore asservito ai voleri di Washington, non è un caso che dopo un'iniziale posizione di debole condanna al generale Gheddafi, Frattini abbia poi affermato che ci vuole "uno sforzo corale di tutti", che l'Italia offre Sigonella ed è disposta come tutte le serve a condividere il peso e le spese della missione umanitaria, con improbabili onori, ma l'importante è esserci e magari come nostra abitudine storica accontentarci di qualche briciola nel banchetto che si sta allestendo.

Anche Vendola si esprime a favore del Vento di Libertà che soffia sulla Libia senza spostare l’attenzione sui Profughi.
Vendola vuole esportare democrazia contro i Tiranni locali attuali mentre qualche rivoltoso “riesuma” le insegne di Re Idris, quell’oscuro re libico filo statunitense che oltre a offrire territori alle basi militari USA e Gran Bretagna offriva loro il petrolio e il gas, sfruttando e affamando il suo popolo , tale personaggio fu cacciato dall’allora ben visto rivoluzionario anticolonialista Gheddafi, che ora ci rappresentano come un personaggio fumettistico abbagliato dal potere e dimentico di essere doverosamente attento verso il suo popolo, popolo va precisato ben lontano dalle situazione di fame o vittima di violenze democratiche presenti in altri paesi, ma che che ci dicono oppresso le cui sofferenze sono la causa delo scatenanarsi di un conflitto civile spontaneo, che comunque nella volontà del "popolo" forse non vuole essere né filo-occidentale né succube dell’oscurantismo islamista.

La libertà del popolo libico, di cui amiamo riempirci la bocca, da chi deve provenire , quindi , da noi potenze occidentali , già ampiamente screditate nelle nostre missioni umanitarie di pace ? o dagli islamisti, repressi da Gheddafi? E se le ragioni del popolo sono di natura sociale se è una rivolta del pane quali sono gli obiettivi ? liberarsi del despota senza sovvertire l’ordine costituito (sembra che pezzi del potere militare siano con i rivoltosi!) o eliminare insieme al dittatore, ex padre, della rivoluzione le multinazionali, i comitati d’affari e il capitale finanziario globalista?
E, ritornando alle dichiarazioni del governatore delle Puglie, perché è convinto della necessità “morale” dei nostri interventi umanitari in Libia , e mostra interesse relativo verso gli sbarchi di fuggitivi che stanno intasando i nostri centri di accoglienza? Forse ingenuamente influenzato dalle notizie diffuse dai media , dispensatori generosi delle false notizie sull’ Irak Afghanistan Gaza ecc., che ci parlano di 10.000 morti, di bombardamenti, mai ripresi da nessuno né comprovati da testimoni italiani che hanno sempre parlato di scontri armati per le strade e mai di bombardamenti. O delle fughe del generale libico verso il Venezuela , ospite dell’odiatissimo dagli USA Chavez, tanto per gettare ombre anche su quest’ultimo?In realtà le informazioni sono poche si sa solo che esiste una rete di forze difficilmente individuabile sostenute dai “filantropi” occidentali e soprattutto diventa sempre più chiaro come le rivoluzioni colorate abbiano fatto scuola , gli imperialisti statunitensi operano dietro le quinte scegliendo la soluzione più conveniente e gli altri a seconda delle direttive tifano per gli uni o per gli altri. Intanto i flussi emigratori continuano ma noi non dobbiamo guardare, se i nostri campi di concentramento ovvero Cie , mutuati da quelli libici o quelli sionisti per i palestinesi, scoppiano e non si riesce a sostenere le bombe umane , noi dobbiamo prepararci alle nuove missioni di umanitarie e battere le mani quando sulle nostre teste svolazzano gli aerei portatori dei venti di libertà.


Adele Dentice

lunedì 26 luglio 2010

Boicottiamo Israele



A Bari il 2 agosto 2010 Italia e Israele, si incontrano per una importante partita di Basket. Un momento di relax e divertimento per gli spettatori, i media si stanno già organizzando per l’evento, sicuramente presenzieranno le autorità, quelle stesse che hanno mostrato orrore e sconcerto quando poco più di un mese fa la Freedom Flotilla è stata attaccata in acque internazionali. Ma Bari è una città accogliente (!!!!!) e festaiola, soprattutto non ha memoria e la Palestina è lontana e povera, mentre Israele è uno stato ricco e potente; la pratica dell’apartheid, della pulizia etnica, del furto di risorse e di terra fino al massacro di Gaza, che ricopre di vergogna l’Occidente, sono dettagli, e poi le sofferenze uniche sopportate dagli ebrei autorizzano Israele a contravvenire agli standards convenzionali morali e legali.

La gente che parteciperà all’evento non sa degli orrori di Gaza, dell’operazione "Piombo fuso", del fosforo bianco, dei bambini palestinesi chiusi in carcere, del genocidio, dell’atto indebito di espropriazione di un territorio; e come potrebbe se l’informazione è costituita da un sistema menzognero costruito ad arte per zittire chi contrasta il programma neocoloniale sionista, tacciandolo di antisemitismo. Una confusione voluta, incentrata sull’equiparazione della cultura giudaico-ebraica, che appartiene al mondo, al sionismo, che è un progetto politico ed economico.

La liberazione della Palestina passa attraverso la presa di coscienza dell’opinione pubblica occidentale, che viene impedita dai mezzi di informazione e dai salotti televisivi che, oltre la falsificazione della cronaca, utilizzano la retorica coloniale secondo cui l'occupazione non è furto; si parla della fioritura del deserto, della modernizzazione di territori arretrati, dell’integrazione. Nè in quei salotti complici del genocidio viene detto che Israele controlla ogni goccia d’acqua e che la soluzione finale non è la normalizzazione, ma la separazione: separare, chiudere in gabbia, come allo zoo, come a Gaza.

LA LIBERAZIONE DELLA PALESTINA E DI GAZA PASSA ANCHE ATTRAVERSO UN SEMPLICE GESTO DEI CITTADINI BARESI: BOICOTTARE LA PARTITA DEL 2 AGOSTO 2010
 
Adele Dentice

giovedì 15 luglio 2010

Forze Armate SPA: di peggio in peggio




Non c’è mai fine al peggio, soprattutto se si parla di guerra e soldati; per esempio la notizia del ritiro parziale delle truppe italiane dal Kosovo, per via della manovra finanziaria, potrebbe soddisfare l’anima pacifista, che alberga in molti di noi.
Basta però andare oltre la notizia e leggere le modifiche introdotte per capire il senso reale di questo provvedimento che trasforma i servizi della difesa in Servizi Difesa SPA (società di diritto privato a capitale pubblico). Ci dicono che questa modifica è necessaria per contrarre i costi, una motivazione che non regge; sembra molto più convincente l’ipotesi dell’ennesimo adeguamento del governo italiano alle direttive USA e nello specifico del Pentagono che spinge,in materia di spesa militare, non più verso una Forza Armata nazionale, ma nell'appalto a ditte private di contractors, che, anche se ufficialmente italiane, rappresenterebbero delle filiali delle case madri statunitensi.

La privatizzazione dell’esercito, assistita e sovvenzionata dal denaro pubblico, comporterà un doppio risultato per lo Stato poichè da un lato l’opinione pubblica non verrà a conoscenza del numero effettivo dei soldati morti (i mercenari non risultano nelle statistiche) e, dall’altro, i costi lieviterebbero senza incorrere in sanzioni penali, pensiamo alle altre aziende pubbliche divenute SpA a capitale pubblico.

Ancora più inquietante è la natura di queste ditte di mercenari e i servizi che forniscono ai governi, come Blackwater responsabile in Iraq di stragi e traffico d’armi, organi e minorenni imputata presso corti federali statunitensi (imputazione di cui si sono perse le tracce) o alla Military Professional Resources Inc. (MPRI) che opera nel Kosovo e nei Balcani.
Tutte ditte che hanno il compito oltre di organizzare e creare guerre, quella di reclutare ed addestrare la criminalità comune del luogo, in modo da farne una forza organizzata e presente in modo capillare sul territorio.

Sembra un problema lontano, la guerra è lontanissima da noi, nonostante la crisi continuiamo a ad alimentarci e a curarci e a pensare alle vacanze. In realtà l'orrore da cui sembriamo protetti è molto vicino e gli efferati crimini contro l'umanità, di cui non ci sentiamo direttamente responsabili , ma su cui poggia il benessere delle nostre vite, prima o poi ci chiederà il conto.
Ora, dopo aver demolito la società, disgregato il mondo del lavoro, ridotto la politica a meretricio è arrivato il momento di offrire ai giovani, intopiditi dai videogiochi e dai miraggi di glorie inesistenti, nuovi sbocchi di vita, per farli diventare dei perfetti criminali autorizzati. Ci sarà da scommettere che presto si apriranno campagne pubblicitarie per promuovere nuovi posti di lavoro, gli atti criminosi saranno fatti passare come atti in difesa della libertà e della democrazia di cui noi siamo i portatori più fieri, e come da programma la sinistra maggioritaria continuerà a servire gli USA, tacendo nel migliore dei casi, e quella radicale, imperterrita, ad attorcigliarsi al suo antibelusconismo.
Intanto il capitalismo peggiore di tutti i tempi si avvantaggerà della globalizzazione e continuerà ad alimentarsi di sempre nuove guerre. Come da programma.

Adele Dentice