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sabato 21 agosto 2010

La trasparenza oscurata - parte 2




Don Verzé e i trucchi di Vendola
Bari, 19 agosto dell’era astrale berlusconian-vendoliana. Ore 9 e 40 del mattino: parte la caccia alla delibera numero 1154, datata 11 maggio 2010. Di che si tratta? Di un oggetto apparentemente scarno: lo statuto; in altri termini, soci, regole, finalità, proprietà, durata (a tempo indeterminato?). Torniamo alla missione del giorno. Recita il frontespizio del testo istituzionalmente smaterializzato: “Struttura ospedaliera nella città di Taranto. San Raffaele del Mediterraneo. Correzione e integrazione DGR 10/02/2010 n. 331”.

Il terreno di ricerca – prima di sondare il territorio raffaeliano all’ombra della “Madunina” – è delimitato dall’attuale regno pro tempore del governatore Vendola. Ecco la sede regionale sul lungomare. Si scomoda in sordina anche Gianni Lannes protetto dalla sua scorta della Polizia di Stato. L’ingresso del segretariato regionale è al terzo piano: in loco regna Romano Donno, ma il funzionario non è in servizio. Cortesia, buone maniere, ma niente timori reverenziali. “Buongiorno, vorrei visionare la delibera di giunta regionale” esordisce il vulcanico cronista. La segretaria di Nichi a domanda risponde: “Deve attendere il gabinetto, l’ufficio di gabinetto. E’ loro la competenza. Deve attendere il capo di gabinetto. L’avvocato Francesco Manna quando arriva non lo so. Lei deve venire a settembre”. Si, a Natale. Passo e chiudo. Lannes non si arrende, inforca l’ascensore personale di Nichi, azzanna l’olezzo di violetta e scende al primo piano del mastodontico edificio. Qui fa irruzione negli uffici del bollettino regionale. Il quesito è scontato: come mai questo atto deliberativo non è stato pubblicato? “Non lo so … - balbetta il funzionario incaricato – non c’è la richiesta specifica di pubblicazione”. Insomma, a conti fatti e in barba alla tanto sbandierata trasparenza amministrativa, una delibera emana i suoi effetti legali ma è ignota all’opinione pubblica. Cosa nasconde il governatore Vendola?

Riassunto delle puntate precedenti. La partita è incentrata su un ospedale privato – a tutti gli effetti e prove alla mano – da realizzarsi a Taranto con denaro pubblico, non prima di aver cancellato ben due nosocomi pubblici ed aver consentito alla Fintecna srl (ministero delle Finanze) di costruire 250 appartamenti in una città dove gli alloggi disabitati aumentano a dismisura. In complesso non si tratta di speculazione, ed è tutto sotto controllo del pubblico, rassicura qualche esperto rigorosamente anonimo in libera uscita sulla realtà virtuale che, però, non ha mai messo piede in Puglia e meno che mai nell’area jonica, limitandosi al copia e incolla su Internet.

Come già ampiamente anticipato da ItaliaTerraNostra, la giunta regionale il 6 agosto di quest’anno, prima di evadere alla “mamma li turchi”, ha scucito a don Luigi Maria Verzé (materialmente ai suoi fidati), ben 60 milioni di euro (la prima tranche); altri 60 saranno concessi a breve a chi lucra sulla salute umana. Infatti, la sentenza del Consiglio di Stato numero 3897 del 24 marzo 2009, attesta: “la finalità della Fondazione San Raffaele prevede che essa possa svolgere in Italia e all’estero ogni attività utile al raggiungimento dello scopo sociale e quindi ogni attività economica”. Insomma, tutto tranne che filantropia. La sanità pubblica in terra levantina rischia di esalare l’ultimo respiro e i nostri dipendenti invece di rianimarla fanno i generosi con i soldi della collettività. Altro che cure gratis agli indigenti. Meglio non rivelarlo ai 4 milioni di cittadine e cittadini pugliesi: un milione di loro sopravvive al di sotto della soglia di povertà materiale e non potranno mai accedere a quelle cure ecclesiastiche a pagamento; in fondo si tratta di invisibili elettori. E poi vuoi mettere il danno d’immagine all’Obama bianco nello Stivale e i cori da stadio delle fabbriche? Spropositi a parte: Nixon è caduto grazie a due giornalisti del Washington Post. Ovviamente non osiamo tanto, anche se i debiti della sanità pubblica sono ormai un buco nero. Chi è il responsabile della voragine? Vuoi vedere che è colpa dell’arcangelo Michele? Restate di stucco è un vendolo trucco. Scherzi a parte, l’odissea continua. A presto.

Gianni Lannes

venerdì 20 agosto 2010

La trasparenza oscurata - parte 1



18 agosto 2010: una cittadina qualsiasi si presenta agli uffici della regione Puglia per richiedere una delibera, appena varcata la soglia subito si percepisce un kafkiana sensazione di vuoto paranoico; viene rimbalzata tra uffici, corridoi deserti e dinieghi e alle ore 9,30 la cittadina qualsiasi, a cui hanno riferito che in Italia esiste una legge sul diritto di accesso agli atti pubblici, a meno che non si tratti di segreto di Stato, tranquillamente chiede che venga espletato un suo diritto , cioè ricevere quella delibera n.1154 del 11 maggio 2010 per la quale già è stata depositato il modulo di richiesta; con altrettanta tranquillità le viene riferito che il 18 agosto gli atti sono depositati in cassaforte, che la responsabile finirà le ferie il 30 agosto, che bisogna fare la domandina, e poi c'è internet se vuole leggere vada a consultare il sito della Regione; lo si dice soavemente, e, altrettanto soavemente, la cittadina fa rilevare che sul sito c'è solo il frontespizio della delibera in questione.

La responsabile dell'ufficio, vestita di rosso, sembra non capire, parla confusamente di domande da fare, richieste, le si fa presente che la richiesta è già stata inoltrata, alla fine, la cittadina viene inviata ad informasi meglio presso gli uffici del primo piano. Qui si imbatte con alcuni impiegati che ignari e stupiti della sua presenza la informano sull'inutilità del suo essere in quelle stanze dal momento che è competenza della segreteria della giunta e poi c'è internet, il sito della Regione; viene di nuovo fatto notare che la suddetta delibera non esiste, o meglio esiste, ma è stato pubblicato solo il frontespizio, anche loro siedono al computer per provare a rintracciare l'atto fantasma, niente da fare, nonostante i vani tentativi appare solo il frontespizio.

La cittadina comune,questa volta accompagnata dal solerte e incuriosito impiegato, risale le scale e ritorna da quella signora vestita di rosso, che, con un altro dipendente della Regione, inizia a chiedere le generalità della cittadina e fa notare con toni sempre meno gentili che per certe richieste bisogna mostrare la propria carta d'identità, le viene risposto che la carta d'identità sarà mostrata nel momento in cui salterà fuori il documento e la sete di giustizia del cittadino comune verrà soddisfatta. Queste parole non sembrano gradite e la discussione procede oziosamente fino a che si invita di nuovo a fare una ricerca su internet sul sito della Regione, viene ribadito che la presenza della fastidiosa cittadina lì quella mattina di metà agosto, nasce proprio dal fatto che sul sito della regione c'è solo il frontespizio della delibera, quella con il numero 1154 del 10 maggio 2010. Una terza persona, che evidentemente ben conosce il contenuto del'atto , finalmente mette fine alla discussione offrendo un riferimento preciso "l'assessorato alla sanità" dove sicuramente saranno disponibili a risolvere l'intricata questione. Prima di andar via la cittadina qualunque rivolge una domanda in merito alla mancata pubblicazione e le viene risposto che non tutti gli atti vengono pubblicati, sono decisioni prese in giunta. Come per i segreti di Stato? No basta fare una semplice richiesta e tutti vi possono accedere chiaro no?
Sono già le 12 e qualcosa alla fine l'assessorato è stato raggiunto sulle scale persone guardano incuriosite la cittadina qualunque che ostinatamente si inoltra tra uffici vuoti; alla fine compaiono delle signore alle quali viene chiesto come fare per ottenere questa benedetta delibera, Basta una semplice fotocopia, anche loro affermano che non è loro competenza e che c'è questa cattiva abitudine di scaricare le rogne agli altri . Che non è possibile che ci sia solo il frontespizio senza delibera , viene chiesto il contenuto della delibera e la cittadina parla dell'ospedale, quello che devono fare a Taranto il San Raffaele Mediterraneo; le signore si calmano e invitano anche loro la cittadina a cercare altrove, al settimo piano magari , ma sono già le 13,30 e gli uffici sono chiusi.

Adele Dentice (una cittadina qualunque)