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martedì 5 giugno 2012

Il lavoro non nobilita l’uomo, lo asservisce

Il senso di nobiltà del lavoro era determinato dalla cura degli interessi individuali, il capitalismo lo ha trasfigurato consegnando l’umanità alla schiavitù del precariato e dei call center. Dietro l’attacco finale al lavoro c’è un progetto preciso  ridurre l’uomo a mero fattore-lavoro disumanizzato, inteso come materia prima o fattore energetico, nel contempo si plasma un popolo di schiavi inconsapevoli, incapaci di  ribellarsi e di creare troppi problemi al massimo gli si concede  di scendere in piazza con bandiere e canzoni pensando (unico pensiero-unico cervello) di essere la punta avanzata  della coscienza civile tutta dalla parte degli sfruttati

La nostra idea è quella di sostituire l’ingiustizia del ricatto e della schiavitù inconsapevole, poiché  mentale, con la  possibilità di proteggere i cittadini e l’autonomia delle loro scelte di vita iniziando dalla  rivendicazione del diritto al  il reddito di base con il quale , oltre a separare la copertura dei bisogni primari pagati dal lavoro, migliorerebbe l’efficienza dell’assegnazione di risorse  garantendo un livello di esistenza socialmente decoroso, la  possibilità di scelta e di autodeterminazione dei soggetti sociali .

Ciò che non è : non è una misura assistenziale esso infatti è reddito primario, prodotto dall’attività di vita, attualmente certificata solo parzialmente, con questa misura si verrebbe a riconosce quella parte di vita produttiva che non viene considerata tale

.
Ciò che è : Il reddito minimo garantito è un reddito di base incondizionato e individuale, conferito ai residenti , quindi anche agli immigrati che fanno domanda di residenza,  senza essere  sottoposto a nessun obbligo, pagato dalla fiscalità generale e non dai contributi sociali, una misura propulsiva per l’economia e soprattutto per la produttività sociale che sta oggi alla base della creazione di valore, favorendo un miglior sfruttamento dell'economia di apprendimento.

Oggi, ammortizzatori sociali come la cassa integrazione o il sussidio di disoccupazione sono riservati a chi ha perso un lavoro a tempo indeterminato e determinato; il reddito, invece, dovrebbe essere dato a tutte le persone che hanno un reddito inferiore al minimo  consentito, per esempio ai precari tra un contratto e l’altro, ai disoccupati e ai lavoratori/trici che pur impiegati/e guadagno salari da fame
INCONDIZIONATO: slegato sia dal tipo di contratto precedente che dall’obbligo di accettare qualsiasi impiego proposto o i programmi di inserimento lavorativo

ORRORE N.1
La contro-riforma Fornero. L’ Aspi
. La riforma si muove in un’unica direzione: abolire quegli ammortizzatori sociali che sono a carico del bilancio dello Stato, con l’ovvio obiettivo di fare cassa. . Indennità di disoccupazione e di mobilità e la Cassa Integrazione Straordinaria (dal 2014) saranno abolite a favore dell’introduzione dell’Assicurazione Sociale per l’Impiego (Aspi) che potrà essere usufruita dai lavoratori dipendenti non dai parasubordinati e dagli “autonomi”, dagli apprendisti e dagli artisti, purché siano stati garantiti due anni di anzianità assicurativa e 52 settimane di lavoro nell’ultimo biennio (art. 23). Rimangono però inalterati quei parametri di accesso per il sussidio di disoccupazione che tagliano fuori da qualsiasi forma di sostegno al reddito la maggior parte dei precari





ORRORE N.2
La contrazione temporale del diritto
 La durata dell’Aspi viene estesa dagli attuali 8 mesi (12 per gli over 50) a 12 mesi (18 per gli over 55), ma sarà a scalare con una riduzione nella misura del 15% dopo i primi sei mesi di fruizione e di un ulteriore 15% dopo il dodicesimo mese di fruizione (art. 24)
La durata massima dell'istituto sarà però pari alla metà delle settimane di contribuzione negli ultimi 12 mesi, detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti nel periodo (art. 28
nel periodo di transizione, è prevista una mini-Aspi, applicabile ai giovani lavoratori, con parametri di accesso più favorevoli: sono infatti necessarie almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 12 mesi
(L’Aspi andrà a regime dal 2017 e sarà finanziata con i contributi sociali con l’aumento dell’aliquota contributiva dell’1,4% a carico dei contratti a termine,  sino al 2017, la Cassa Integrazione Ordinaria , oggi a carico della contribuzione sociale, e la Cassa in deroga continueranno ad esistere  finché saranno esigibili i finanziamenti stanziati a livello europeo utilizzati dalle Regioni

a questo punto invece di tenere in piedi una giungla di ammortizzatori sociali molto meglio convogliare il tutto sul Reddito)
               
OSTACOLI : Reddito Minimo

1. Mondo imprenditoriale che considera il minimo reddito come  misura sovversiva poiché  è in grado di ridurre la ricattabilità dal bisogno e dalla dipendenza del lavoro, con la possibilità di mettere in crisi la subalternità del lavoro al capitale.

2. I sindacati che lo ritengono “ politicamente”  inaccettabile in quanto contraddice quell’etica del lavoro su cui parte dei sindacati stessi continua a basare la propria esistenza. Da sottolineare che i tavoli di negoziazione tra governo e sindacati non prendono affatto in considerazione la condizione di milioni di precari e precarie che quotidianamente producono ricchezza. Nel contempo la politica dell’accumulazione ha eliminato la differenza tra lavoro manuale e lavoro intellettuale mescolando tempo di lavoro e tempo di vita che tendono a mischiarsi (vedi mie slide sulla frantumazione del  diritto al limite massimo di 8 ore  lavorative Regio Decreto L. n. 692/23 abolito dal  D.lgs. n. 66/03 e dall’ .accordo del 23 luglio 2007 CON I SINDACATI che prevede  di poter richiedere le sedici ore al giorno anche per i lavoratori full time, IN ATTUAZIONE ALLE DIRETTIVE 93/104/CE E 2000/34/CE)

3. copertura economica

DA ELIMINARE
a) l’indennità di disoccupazione che copre il 25% dei licenziati, la cassa integrazione – in particolare quella in deroga – crea sperequazione, clientelismo e riguarda solo una parte dei lavori. L’articolo 18 tutela (per modo di dire) solo il 60% della forza lavoro e sommando finte partite iva e parasubordinazioni la percentuale scende. E’ la concezione stessa dei diritti e delle tutele ad essere parziale e minoritaria, quindi perdente.

DA INTRODURRE
b) una tassa patrimoniale sui patrimoni superiori ai 500.000 euro e dalla tassazione delle rendite finanziarie si possono stimare incassi pari a 10,5 miliardi di Euro, il giusto ripristino della progressività delle imposte in un paese dove la forbice tra ricchi e poveri si va allargando a dismisura porterebbe a reperire ulteriori 1,2 miliardi.
c) razionalizzazione della spesa pubblica, solo nel campo della spesa militare (vedi i 15 miliardi per gli F35) e delle grandi opere del trasporto (vedi la Torino-Lione), potrebbe consentire un risparmio di quasi 6 miliardi.

DA SEPARARE
d) assistenza da previdenza, la somma che finanzia il reddito di base non deve derivare dai contributi sociali, ma piuttosto dal pagamento delle tasse dirette e indirette e dalle entrate fiscali generali dello Stato, relative ai diversi cespiti di reddito, qualunque sia la loro provenienza. Il reddito di base incorpora, sostituisce e universalizza gli attuali iniqui, parziali e distorsivi ammortizzatori sociali, non più da contabilizzare nel bilancio Inps ma all’interno del bilancio dello Stato (Legge Finanziaria nazionale e regionale). In tal modo, si riducono i contributi sociali (per la quota relativa agli ammortizzatori sociali), con l’effetto di far aumentare i salari e ridurre il costo del lavoro per le imprese. Oggi,  che  si tassano solo il lavoro dipendente (tanto), la proprietà delle macchine (poco) e il consumo (molto), si potrebbero tassare le transazioni finanziarie, i diritti di proprietà intellettuale i grandi patrimoni immobiliari che lucrano sugli spazi delle città,come anche l’uso delle forme contrattuali atipiche,introducendo l’Iva sull’intermediazione di lavoro effettuato dalle agenzie interinali. E poi ci sono le spese da sopprimere come gli aerei da guerra F35 che la Difesa sta acquistando per 15 miliardi di euro. (vendola parla solo di qust’ultimo)

DA COSTITUIRE
e) un bilancio autonomo di welfare. La legge quadro 328/2000 il D.L. 31 marzo 1998, n. 112), consentono localmente di costituire  un Osservatorio Regionale sul Welfare sotto insieme del bilancio generale (regionale, nazionale o europeo), che ha come compito il monitoraggio della spesa sociale e la sua efficacia
Tale operazione consente un processo di razionalizzazione, semplificazione e trasparenza, in grado di:

1. ridurre gli ambiti discrezionali di gestione del bilancio in materia di welfare, oggi suddivisi tra assessorati diversi (o centri di spesa) con bilanci separati, ognuno dei quali rappresenta un centro di potere;

2. ridurre le sovrapposizioni e le moltiplicazioni di spese e provvedimenti di protezione sociale, con un risparmio di bilancio, che si stima essere intorno al 5-7%;

3. snellire l’iter burocratico e centralizzare il processo di controllo e di monitoraggio, riducendo ulteriormente i costi della macchina statale.
REDDITO WELFARE LAVORO
La lotta per il reddito e per un nuovo welfare interviene direttamente dentro le condizioni di lavoro per incidere sulla di flessibilizzazione del fattore-lavoro, sul tempo di lavoro, sul livello di ricattabilità e subordinazione che fanno dipendere il lavoro dal capitale  ,oggi, più di ieri, la lotta per un nuovo welfare è strumento diretto di regolazione del mercato del lavoro e di miglioramento della condizione lavorativa

giovedì 19 maggio 2011

L'Abisso



Sono parecchi mesi ormai che sono attivi gli sportelli di aiuto del PBC a Bari. Un 'esperienza straordinaria sul piano umano e agghiacciante su quello politico, le tragedie quotidiane, la mancanza di lavoro che impedisce persino di provvedere alla propria salute a e a quella dei familiari non trovano risposte istituzionali e tanto meno quelle dei cosiddetti partiti e movimenti che sono presenti solo lì dove si accendono i riflettori mediatici.
Dove sono i vari militanti dell'estrema sinistra, ormai chiusi nelle loro nicchia ideologica innocua e apparentemente di opposizione, fedeli al giuramento di fedeltà (gli unici!) e comunque infinitamente lontani dalla gente comune, in fin dei conti cosa può esprimere una casalinga o il piccolo commerciante fallito o lo studente che rifiuta di scioperare e occupare l'università perchè i genitori non hanno da pagare le esosissime tasse universitarie? E i grillini, che a parte qualche generoso esempio, non sanno cosa siano le politiche del welfare, come da indicazioni del loro leader, assolutamente indifferente alla questione scuola, se non ostile, così come a quella della sanità o attualmente dell' economia . Avvezzi alla provocazione senza declinazione pratica o programmazione politica , un movimento antisistema che nel contempo “dichiara” sostegno a Pisapia (PD; SEL ecc), vecchia pratica se a suo tempo Grillo appoggiò al ballottaggio Michele Emiliano (sindaco di Bari PD) e poi Vendola.

Senza parlare della questione scottante di Taranto dove oltre le solite manifestazioni , miranti a svuotare il risentimento popolare , si risolvono nella solita passerella mediatica, dal momento che nella pratica nulla cambia.

Nel nostro piccolo mondo, dove la gente disperata muore in silenzio, dove non rimane che il conforto isolato di qualche gesto caritatevole, anche noi, attivisti del PBC, restiamo soli nel nostro sportello, noi e i tanti volti disperati che ci chiedono aiuto e noi con la voglia di cambiare, ma sempre più soli, perchè gli altri hanno altro da fare , c'è sempre altro da fare, come presenziare il caso del giorno, rilasciare interviste e svolazzano da un posto all'altro, da un gruppo all'altro, perchè è decisivo per la propria immagine e la propria carriera politica,  non ha importanza destra , sinistra, centro, o altre alchimie, si esiste solo lì dove c'è il conflitto provocato ad arte o spontaneo l'importante è che ci siano le tv e i giornalisti, perchè bisogna farsi vedere, perchè la politica, prostituta ruffiana tra i poteri forti e la criminalità, ha un unico cinico obiettivo esporre il suo squallido volto al mondo , disaffezionare le persone così sempre in meno ci sarà partecipazione attiva, e la partita si giocherà finalmente tra coloro che “contano”.

Ma fino a quando reggerà questo gioco? Fino a quando si riuscirà a sostenere la rabbia individuale dei precari , i nuovi schiavi perchè impossibilitati a progettare il loro futuro , fino a quando i lavoratori parcellizzati e divisi rimarranno vincolati al sistema di produzione capitalistico, fino a quando il ceto medio riuscirà a tenere l'impoverimento relativo o assoluto fino a quando la gente continuerà a rimanere ingabbiata nello ormai obsoleto e inattuale schema destra-sinistra senza paura di uscire fuori, senza paura di essere liberi?

Eppure, nonostante il dramma sociale che investe il nostro paese e la morsa della concorrenza globalizzata in cui sono ormai costrette le nostre città, ancora l'opinione pubblica si lascia distrarre dalla favola dei Diritti Umani, estensione delle strategie imperialiste , diffusa dalle prediche del circo mediatico e da coloro che dichiarano di voler salvare il mondo, di essere dalla parte dei clandestini , ma poi esprimono favorevoli consensi alle guerre di aggressione. Una simulazione politica cinica e corrotta tesa a giustificare le enormi spese destinate alla guerra togliendole al welfare, alla scuola, alla sanità, al lavoro, alla casa; una simulazione che espelle chiunque decida di non essere organico e rifiuta di piegarsi a quella cultura settoriale che pretende di spiegare ma nella sostanza e nella apparente diversità è uniformata al capitalismo.

Diritti Sociali, quindi, che non solo vengono negati ma relegati nelle stanze dell'oblio, attraverso un'operazione di colpevolizzazione, vecchia di 60 anni, sono stati trasformati in privilegi, il lavoro, la casa, la salute, senza parlare del riposo, della pensione, della dignità dell'istruzione, dell'assistenza ai disabili agli anziani, ai malati.
Diritti per i quali noi del movimento Per il Bene Comune ci spendiamo e con grande difficoltà, poiché non siamo legati alle elite finanziarie, non abbiamo intellettuali strapagati e subordinati alla classe predominante, né siamo trasmettitori di ideologie apologetiche, soprattutto non siamo volontari, “facciamo politica” dal basso, privi di guru da inseguire, rincorriamo però l'obiettivo del cambiamento radicale, sperando di infrangere il modello dell' attuale sistema senza nasconderci dietro l'alibi dell'antiberlusconismo di facciata che non permette di individuare le profonde e laceranti contraddizioni politico-sociali della nostra società.

Adele Dentice